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Franceschini in Basilicata con il treno lumaca

di MASSIMO BRANCATI
Il leader del Pd a Potenza e a Matera: «Qui è profondo Sud. La crisi acuisce le differenze tra nord e sud, tra poveri e ricchi». A bordo del treno, il segretario nazionale del Pd non si è sottratto a domande e a spunti di riflessione da parte dei viaggiatori, dei pendolari
• L'intervista: basta show di Berlusconi
Franceschini in Basilicata con il treno lumaca
di MASSIMO BRANCATI

In treno ci si racconta, ci si lascia andare a confidenze, nascono rapporti umani. Proprio per questo il leader nazionale del Pd, Dario Franceschini, lo ha scelto per girare in lungo e in largo l’Italia durante la campagna elettorale. Meglio del bus di Prodi e Veltroni: in «carrozza» c’è un rapporto più diretto con gli elettori e, diciamolo pure, il viaggio «su gomma» dei suoi predecessori non ha portato bene (anche in politica la scaramanzia è di casa). Ieri Franceschini ha fatto tappa in Basilicata, prima a Potenza, proveniente da Salerno, poi a Matera, raggiunta in auto, dal momento che nella città dei Sassi le ferrovie restano un sogno irrealizzato. A bordo del treno, il segretario nazionale del Pd non si è sottratto a domande e a spunti di riflessione da parte dei viaggiatori, dei pendolari. 

Una donna, Teresa Cicatelli, mamma di cinque figli, tutti laureati con il massimo dei voti, ha riproposto il tema della nuova emigrazione, dei giovani lucani costretti a lasciare la propria terra per trovare sbocchi occupazionali: «Un ragazzo del Sud – ha detto Franceschini – non ha le stesse opportunità di un giovane del Nord. Il piano è un modo per aiutare le imprese e i giovani che intendono restare nella loro terra perchè non si ripeta malamente il destino dei loro padri e dei loro nonni». 

Contromisure? Il segretario del Pd ha ricordato la proposta del partito: un piano per centomila giovani, diplomati e laureati del Mezzogiorno, con sei mesi di stage a carico dello Stato in u n’azienda e poi un contributo per il primo anno a chi li assume. Parole di speranza che la signora Cicatelli ha commentato con un sorriso amaro: «L’importante è che certe idee diventino fatti concreti». 

Il tour ferroviario è proseguito tra pacche sulle spalle, sorrisi, foto ricordo e critiche alle infrastrutture in Basilicata. Inevitabili le stilettate ai trasporti proprio mentre si viaggia su un treno lento, con pendolari costretti a sopportare un «effetto forno». Franceschini si è smarcato dalla polemica, anche se ha ricordato che da Bari a Potenza, in treno, ci si impiega lo stesso tempo del tratto Milano-Roma. Più diretta la critica all’infrastrutturazione, ma in questo caso il discorso diventa politico e il bersaglio l’attuale governo nazionale: «In un anno Berlusconi ha tolto al sud 17 miliardi di euro, sebbene questa parte d’Italia abbia votato in maniera massiccia il centrodestra. Poche le infrastrutture al sud, dunque, ma anche quelle esistenti - ha detto - non sono di grande qualità». 

Accompagnato nell’ultimo tratto ferroviario (da Bella-Muro a Potenza) da Piero Lacorazza, candidato presidente alla Provincia di Potenza, dal parlamentare Salvatore Margiotta, e dal consigliere regionale Erminio Restaino, Franceschini è sceso ad ogni fermata per stringere mani, come quelle di un pensionato di 97 anni di Picerno che gli ha chiesto di portare a Roma le ragioni degli anziani, di quanti vivono con pochi euro al mese. E sul tema della crisi economica il leader del Pd è stato chiaro: «Continuando di questo passo si accentueranno le differenze tra ricchi e poveri, tra nord e sud. Per noi non c’è e non ci sarà mai sviluppo senza Mezzogior no». Dopo aver elogiato (e immortalato con una foto di gruppo) la lista «Sviluppo e solidarietà» di Picerno che ha presentato 8 candidate donne su un totale di 16, Franceschini è arrivato a Potenza accolto dal sindaco uscente (ricandidato) Vito Santarsiero e dal presidente della Regione, Vito De Filippo. In via Pretoria, prima del comizio in piazza Duca della Verdura, si è fermato in una salumeria e in una gelateria per gustare qualche prodotto tipico e condividere con i commercianti i timori sulla crisi economica. C’è stato spazio anche per qualche nota di politica locale: alle scorse elezioni uno dei suoi «cerimonieri» a Potenza era stato Roberto Falotico, uscito dal Pd e oggi schierato con il suo movimento politico Dec con il Pdl. Commento didascalico: «Mi dispiace per lui che ha scelto di essere incoerente con il suo percorso politico».

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