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Melfi, Fiat e Opel verso l'intesa

Dalla Germania rimbalzano indiscrezioni inquietanti sul futuro della Fiat , alle prese con la trattativa per l’acquisizione di Opel. Secondo notizie pubblicate su quotidiani tedeschi, il Lingotto, proprio sulla scia della trattativa in corso, starebbe per chiudere alcuni suoi stabilimenti in Italia, in particolare uno al nord e uno al sud. Melfi trema nonostante la casa automobilistica torinese abbia smentito il «taglio» di fabbriche
Melfi, Fiat e Opel verso l'intesa
di MASSIMO BRANCATI

MELFI - Dalla Germania rimbalzano indiscrezioni inquietanti sul futuro della Fiat , alle prese con la trattativa per l’acquisizione di Opel. Secondo notizie pubblicate su quotidiani tedeschi, il Lingotto, proprio sulla scia della trattativa in corso, starebbe per chiudere alcuni suoi stabilimenti in Italia, in particolare uno al nord e uno al sud. Melfi trema nonostante la casa automobilistica torinese abbia smentito il «taglio» di fabbriche.

Fonti della Fiat, infatti, dicono di non voler commentare le indiscrezioni della stampa estera, ma ribadiscono che per l’azienda lo stabilimento di San Nicola ha un’impor tanza strategica. Una dichiarazione che ha il sapore di una smentita. Ma le organizzazioni sindacali lucane non si accontentano di mezze frasi e di dichiarazioni didascaliche: «Vogliamo capire di più ciò che sta accadendo - sottolineano Cgil, Cisl e Uil di Basilicata - ma non ci accontentiamo delle smentite, vogliamo capire. È necessario che ci sia un confronto».

Il segretario regionale della Uilm, Vincenzo Tortorelli, in particolare, ritiene che vada sviscerato meglio il tema dell’alleanza con Opel: «La riteniamo positiva - dice - se i nostri stabilimenti reciteranno un ruolo da protagonisti e non di semplice appendice. Soprattutto Melfi deve avere un ruolo importante. No alla delocalizzazione di lavoro e tecnologia». Gli fa da eco Ermenegildo Zenga, segretario della Fim Cisl che non dà molto credito a certe notizie «apocalittiche»: «Sinceramente - dice - non credo che si possa mettere in discussione Melfi. Chiudere la Sata significherebbe chiudere la stessa Fiat. Piuttosto mi soffermerei sulle operazioni internazionali che sta facendo la casa automobilistica torinese. Ho delle perplessità - aggiunge Zenga - sull’analogia del segmento produttivo Fiat-Opel, Corsa e Grande Punto. Melfi potrebbe cedere una parte della produzione della Grande Punto in Germania e assorbire la Ypsilon se dovesse chiudere Termini Imerese.

È uno scenario su cui occorre riflettere seriamente». Giuseppe Cillis, segretario regionale della Fiom, chiede alla Fiat di uscire allo scoperto: «Le voci sulla chiusura? L’unico modo per evitare che continuino a girare è che l’azienda sia trasparente, presenti finalmente il suo nuovo piano industriale, coinvolgendo governo e sindacati per definire ruolo, missione e strategie da attribuire all’intero settore dell’auto». Cillis si dice preoccupato per il futuro della componentistica: «Bisogna capire che fine farà l’attuale indotto dopo l’accordo con Opel. Ma, ripeto, la Fiat non può presentare un piano in Germania di 46 pagine e in Italia non scrive un solo rigo».

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