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Prima contadini, poi minatori nelle scuole lucane film «Mineurs»

di DONATO DI LUCCHIO 
Il film di Wetzl, girato in molti centri lucani proiettato negli istituti di Rionero in Vulture. Narra la storia di tanti contadini che hanno lasciato la loro terra per fare i minatori. Le riflessioni degli studenti: «Tempi che non si riesce neppure ad immaginare»
Prima contadini, poi minatori nelle scuole lucane film «Mineurs»
di DONATO DI LUCCHIO 

Mineurs, film girato in Basilicata (ben undici i territori comunali interessati quali Acerenza, Atella, Bella, Cancellara, Genzano di Lucania, Oppido Lucano, Rapolla, Rionero in Vulture, Ruoti, San Fele, e Satriano di Lucania) e interpretato da ragazzi di quinta elementare, è stato proposto all’attenzione delle quinte classi della scuola primaria rionerese e di classi dell’Istituto Statale d’Arte, nella mattinata di ieri e in serata a tutta la comunità cittadina, mentre oggi, alle 10, nella sala Vorrasi di Rionero, l’appuntamento è per le classi della scuola media. Molti dei bambini delle quinte classi presenti si sono immedesimati nei giovani interpreti (Walter Golia, principale protagonista, Tiziano Murano, Federico Materi, Tommaso De Luca e Rossana Santoro), calandosi, a fianco a loro, nei non proprio allegri eventi - emigrazione di intere famiglie fra gli anni Cinquanta e Sessanta, in Belgio, «dove i nostri conterranei, che erano contadini, sono diventati, nel frattempo, minatori, senza riflettere che sono passati dal sole dei campi al buio pesto, totale delle miniere, mille metri sotto terra», osserverà Wetzl, a fine proiezione discutendo coi ragazzi presenti. La giovane e brava protagonista femminile, Valeria Vaiano, che, con Wetzl, ha curato, altresì, soggetto e sceneggiatura, nel film è mamma Vitina. Raggiunge in Belgio, regione del Limburgo, il marito Michele (un perfetto Franco Nero) col figlio dodicenne Armando, (Walter Golia), fra mille disagi e speranze di miglior vita economica e per unificare una famiglia che il lavoro lontano aveva squinternato. 

«Anche le donne hanno avuto la loro grande funzione - osserva Valeria Vaiano - mentre i mariti erano nelle miniere a cavare carbone e combattere contro la morte. Non possiamo dimenticare, infatti, le facili esplosioni dovute al grisou e le gravi malattie polmonari. Erano loro a girare per gli uffici, a cercare casa, a sbrigare tutte le faccende, per in negozi. Sono state fondamentali in questo processo di integrazione». Processo di integrazione evidenziato perfettamente dai giovani protagonisti quando, con dispregio, venivano additati come «italiani». 

«Molte le tematiche focalizzate - ammetterà una docente a fine proiezione - e di grande attualità per i tanti migranti che, oggi, arrivano da noi. I bambini hanno recepito appieno il messaggio». Michele, della classe IV, «bel film, interessante, perché non in tutti i tempi abbiamo avuto dei diritti di lavoro bello e di rispetto». Per Antonello e Francesco, docente incaricato e studente, è stata «l'occasione per una salutare riflessione su tempi che non si riescono nemmeno ad immag inare».

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