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«Veleni nella diga  di Montecotugno»

Denunciato il sindaco di Senise. Il liquido proveniente dalla decomposizione dei rifiuti solidi urbani di una discarica comunale dismessa finiva nella diga di Monte Cotugno, la più grande d’Europa in terra battuta e rientrante nel territorio del Parco del Pollino. Assieme al primo cittadino di Senise, denunciati anche due tecnici comunali
«Veleni nella diga  di Montecotugno»
SENISE - Denunciato il sindaco di Senise. Il liquido proveniente dalla decomposizione dei rifiuti solidi urbani di una discarica comunale dismessa finiva nella diga di Monte Cotugno, la più grande d’Europa in terra battuta e rientrante nel territorio del Parco Nazionale del Pollino. Assieme al primo cittadino di Senise sono stati denunciati anche due tecnici comunali. Sia il sindaco sia i tecnici del Comune sono chiamati a rispondere dello stesso reato, ossia inquinamento. A scoprire lo scarico abusivo di percolato (si chiama così il liquido proveniente dalla progressiva compattazione dei rifiuti in una discarica) sono stati gli agenti del Coordinamento distrettuale di Lagonegro del Corpo Forestale dello Stato, assieme ai loro colleghi della stazione di Senise. La discarica dismessa si trova nella località «Palombara» del paese sinnico.

Durante alcuni controlli effettuati sul territorio, gli agenti della Forestale hanno notato che alla foce e lungo il corso d’acqua denominato «Fosso Palombara» era presente «un evidente stato di inquinamento delle falde acquifere provocato da un liquido nerastro e maleodorante». Dalle successive verifiche è emerso che tale inquinamento era dovuto proprio allo sversamento di percolato prodotto dalla discarica comunale dismessa sita in località «Palombara». Per legge, il percolato deve essere captato ed opportunamente trattato nel sito stesso della discarica o trasportato in impianti ad hoc o in impianti per il trattamento di acque di scarico urbane. In questo caso, trattandosi di una discarica dismessa il sistema di captazione non funzionava più e nessuno si è preoccupato di captare e far trasportare in un impianto di trattamento apposito il percolato in esubero che di conseguenza continuava a fuoriuscire liberamente e ad inquinare l’ambiente circostante. Secondo quanto accertato dalla Forestale, attraverso il fosso «Palombaro» il percolato ha raggiunto anche l’invaso di Monte Cotugno, rientrante nel perimetro del Parco Nazionale del Pollino, invadendo anche la vegetazione circostante.

Gli uomini del Comando Stazione Forestale di Senise, unitamente al personale del Coordinamento Distrettuale di Lagonegro, hanno scoperto questa bomba ecologica durante servizi di controllo del territorio finalizzati alla tutela e alla salvaguardia dell’ambiente. Gli agenti che hanno partecipato all’operazione hanno immediatamente provveduto a far effettuare i prelievi di acqua e di terreno raccolti lungo il corso d’acqua al fine di verificare l’esatta natura delle sostanze inquinanti e l’eventuale grado di inquinamento. Ad effettuare i prelievi è stata l’Arpab (l’Agenzia regionale di protezione per l’am - biente). Nel frattempo l’intera area è stata sequestrata e il sindaco e i due tecnici comunali denunciati alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Lagonegro. Non resta che attendere gli sviluppi delle indagini. La discarica di «Palombara» è dismessa dal 2004 C’è un progetto di bonifica già dal 2006 che però è bloccato. Le solite lentezze burocratiche questa volta avrebbero potuto causare gravi conseguenze all’am - biente nel territorio del Parco se non fossero intervenuti gli agenti della fore stale.

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