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Il «popolo della Basilica»: le sue ossa sono qui, non a Myra

I barivecchiani ai turchi
«San Nicola roba nostra»

I barivecchiani ai turchi  «San Nicola roba nostra»

di Valentino Sgaramella

BARI - Se nella società sembra stia crollando ogni valore, a Bari Vecchia San Nicola resta un bastione inattaccabile. E se mai dovesse cadere, per i baresi sarebbe la più grande delle delusioni. Nessuno crede alla notizia della presunta scoperta della vera tomba di San Nicola sotto le fondamenta di una chiesa nella località turca di Demre, l’antica Myra. Nessuno vuole crederci, perché se mai fosse vero sarebbe la fine del mondo.

Nelle strette viuzze di Bari Vecchia sanno già tutto. Nemmeno il tempo di porre la domanda ed hanno già intuito.

Mimmo Fabiani sta per salire in sella al suo ciclomotore: «Sono solo chiacchiere; se fosse vero sarebbe una delusione immensa. Noi vogliamo bene a San Nicola, noi siamo della città vecchia. La verità è che San Nicola fa gola a tutti».

Enza Sifanno è titolare di un esercizio commerciale: «Se risultasse vera la notizia vorrebbe dire che Bari è stata presa in giro per mille anni. Siamo nati a Bari e siamo legatissimi al Santo patrono». Lucia è una cliente ed interviene nel dibattito acceso: «Non so cosa pensare. Sarebbe una cosa che noi della città vecchia non potremmo accettare perché San Nicola è roba nostra e non possono venire a prendersela loro dalla Turchia».

Anna Lorusso non vuole essere fotografata: «Una notizia inventata per attirare in Turchia il turismo. Penso che chi dice che le ossa sono in Turchia sia un grandissimo disgraziato perché in tal caso non sarebbe leale».

Da strada Filioli fino a strada del Carmine l’aria è satura di profumi del pranzo. Da una casa giunge musica napoletana a tutto volume. Giacinto Miacola è dietro il bancone del suo bar: «Se hanno scoperto che le ossa sono in Turchia potrebbe anche essere vero. I baresi pur di fare soldi sarebbero capaci anche di andare in Turchia a vendersele quelle reliquie». L’ironia è tagliente e sfocia nel paradosso. «E come facciamo ad essere certi che sono davvero le ossa del Santo? I baresi magari sono andati a Myra e le prime ossa che hanno trovato hanno pensato che fossero del Santo e l’hanno data a bere per mille anni. Avranno pensato che avere le reliquie a Bari fosse fonte di guadagno». Poi diviene più realista. «Spero di sbagliarmi perché io sono legato a San Nicola ed è grazie a lui che a Bari vecchia arrivano frotte di turisti a spendere da noi. Comunque non cambierà niente perché il culto del Santo qui è troppo radicato».

Pasquale Ruggieri sorseggia un caffè mentre dice: «Le ossa di San Nicola in Turchia? Guardi io non c’ero e se c’ero dormivo. Penso che la notizia sia fatta apposta perché qualcuno deve pur scrivere di qualcosa. Quindi, è giusto che qualcuno si inventi ogni tanto una grande novità». Si obietta che la notizia proviene dalla Turchia e non dall’Italia: «Dalla Turchia giungono i vestiti che indossiamo – la sua risposta - e ci preoccupiamo se in quella terra dicono che San Nicola è loro proprietà? Se sono più bravi nel marketing, spendiamo 2 euro su facebook e bene o male avremo un San Nicola turco».

Alberto Abbinante sta ritirando la frutta e verdura dalla sua bancarella in vico San Marco: «Stanno dicendo solo sciocchezze. San Nicola rimane a Bari perché è di Bari». Parla in dialetto verace: «I turchi vorrebbero loro San Nicola perché con il Santo avrebbero qualcosa di bello. San Nicola è profumato, tutto d’oro. Potremmo dire la vecchia battuta: mamma lì turchi».

Rosaria Di Mario gestisce una tabaccheria e serve un cliente con il gratta e vinci. «Vogliono privare Bari di qualcosa di importante. San Nicola porta “le terrise” (i soldi - n.d.r.) con tutti i pellegrini che arrivano».

Qualcuno si esprime quasi solo con la mimica del volto, inarcando le sopracciglia e sgranando gli occhi quasi a far intendere che dietro questa storia c’è qualcosa di misterioso. In via delle Crociate Antonia Scalera ha un negozio di souvenir: «ora si ricordano di dire al mondo intero che i resti di San Nicola sono in Turchia? E perché adesso dopo così tanto tempo? Non può essere vero, forse c’è invidia nei nostri confronti perché sanno che qui abbiamo tanto turismo».

In un bar che guarda la basilica di San Nicola Adriana Amoruso: «È una bufala. Le reliquie le hanno prelevate i baresi mille anni fa. Si svegliano adesso i turchi? Forse hanno bisogno di turisti». Valerio Petrone: «San Nicola è qui. Non posso pensare che hanno frodato i baresi per un millennio. Secondo me, la verità è che il nostro Santo vogliono portarselo via da Bari».

Vera Martinova: «Sono lettone e sono a Bari da 10 anni, tanto quanto basta per dire che San Nicola è il nostro babbo Natale. Non hanno le prove per dire che le reliquie sono in Turchia. È un attacco, un’offesa alla nostra città».

Nella strada Arco basso Angela prepara orecchiette, orecchioni, quadrucci, tagliatelle tutti fatti rigorosamente a mano come da tradizione. Tiene a dire che li ha fatti «Non col dito alla foggiana». Su cosa sia il dito alla foggiana si esprime con un gesto inequivocabile per non dire una parolaccia: «Il dito rivoltato da sotto». «Per tanti anni abbiamo creduto che il Santo fosse barese ed ora dobbiamo pensare il contrario? Spero che le autorità protestino contro i turchi».

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