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Gli anziani di Carbonara
nel mirino delle baby gang

Allarme nel centro storico: lanci di pietre contro le finestre, fuoco sui portoni

Gli anziani di Carbonara  nel mirino delle baby gang

di FRANCESCO PETRUZZELLI

BARI - L’ultimo a farne le spese è un anziano. «Murato» nel suo sottano con un grosso vaso posizionato davanti all’ingresso di casa. Le sue urla hanno richiamato l’intervento di un passante. Ma non si tratta di un episodio isolato. Nei giorni scorsi altri anziani ne hanno fatto le spese con portoni dati alle fiamme, calci e sassi contro le finestre e scritte sulle facciate dei palazzi. Allarme baby gang nel centro storico di Carbonara. Da settimane nella ex frazione sono diversi i casi registrati tra i vicoli della parte più antica del quartiere.

Un susseguirsi di atti intimidatori, spesso sempre ai danni dei residenti più anziani e soli, che ha convinto l’associazione «Barinquarta» a presentare un esposto a Comune, Municipio e carabinieri. «Non ne possiamo più. Ci sono bande di ragazzini che agiscono di sera indisturbate spaventando e minacciando i più anziani», spiega il responsabile dell’associazione, Francesco Magrone, che da tempo chiede un rilancio del centro storico. «Qualche giorno fa – racconta – ha personalmente aiutato un anziano rimasto intrappolato nella sua casa perché dei balordi gli avevano messo davanti all’ingresso di casa un grosso vaso impedendogli di uscire. Tutto ciò è intollerabile». Ma Magrone denuncia anche il generale clima di abbandono che si registra nella parte più antica di Carbonara tra sacchetti dell’immondizia abbandonati per giorni e palazzi disabitati e pericolanti. All’interno dei quali alcuni gruppi di ragazzini spesso si intrattengono dando sfogo a devastazioni e atti di vandalismo «che mettono in pericolo – accusa Magrone – la loro vita e quella degli altri. Molte di quelle case sono a rischio crollo».

Anche il presidente del IV Municipio, Nicola Acquaviva, conferma i timori: «Sì, è vero. Stiamo ricevendo molte segnalazioni sul fenomeno delle baby gang. E le stiamo girando alle autorità competenti. Le telecamere nel centro storico? È alquanto difficile la loro installazione trattandosi di palazzi ed edifici esclusivamente privati». Ed Acquaviva segnala casi analoghi anche a Ceglie del Campo. «Dei ragazzini – denuncia il presidente – hanno tagliato due giorni fa la copertura del nuovo gazebo posizionato in piazza Vittime del femminicidio». Poi sulla questione igienico-sanitaria del centro storico di Carbonara avverte: «I sacchetti non vanno lasciati per strada nel fine settimana perché è chiaro che poi resteranno sino al lunedì per il ritiro. I cittadini siano più attenti a questi temi e collaborino con noi».

Ma quello delle baby gang è un fenomeno che non riguarda solo le periferie e le ex frazioni. Da settimane sono diversi i casi che si registrano in zone più centrali come il Libertà e il Murat. Le scene sono sempre le stesse: gruppetti di giovanissimi, di età compresa tra i 13 e i 15 anni, che iniziano a infastidire passanti, anziani o coetanei, spesso con richieste di denaro o con fare intimidatorio per sottrarre telefoni cellulari e sigarette elettroniche, l’ultima frontiera della violenta adolescenza barese come dimostrano alcuni recenti interventi della polizia municipale. Al Libertà ad esempio nei mesi scorsi il clima è diventato incandescente nella zona del tribunale e di corso Mazzini, con diversi episodi denunciati da don Marco Simone, parroco della chiesa di San Carlo Borromeo di via De Cristoforis. Proprio don Marco sulle pagine della Gazzetta ha lanciato la sua lettera-appello al sindaco Decaro per denunciare lo stato di abbandono del quartiere e l’assenza di iniziative di rilancio: «Al Libertà siamo lasciati soli».

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