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di FRANCESCO PETRUZZELLI

BARI - Qualche novella sposa ci è rimasta davvero male. Niente discesa trionfale dalla storica scalinata. Tra le due ali di amici e parenti che lanciano riso, petali e coriandoli sotto i flash dei fotografi. Le classiche scene da un matrimonio infatti sono state sfrattate e confinate in un ingresso secondario. Su corso Vittorio Veneto, tra una rampa, uno stretto marciapiedi, il traffico del lungomare e l’andirivieni giornaliero dell’utenza. Fra i tanti che si recano per un certificato, un documento e una carta di identità e che involontariamente si mescolano in quei momenti da fiori d’arancio (chissà in quanti sono finiti persino nei video e nelle fotografie).

Come mai questo sfratto? Tutta colpa della carenza di personale. Manca un custode in più che possa monitorare gli altri due ingressi esclusivamente da riservare alle nuove coppie.

Al Comune di Bari scoppia la «guerra del riso», le nuove regole che negli uffici di Stato Civile di largo Fraccacreta «limitano» i movimenti dei novelli sposi, freschi di matrimonio o di unione civile. Il caso è ormai noto ed è diventato anche politico, tanto da finire al centro dell’ultimo consiglio comunale.

«Ho celebrato un matrimonio. E all’uscita ci siamo ritrovati in un ingresso secondario perché quelli principali restano chiusi. Il Comune adesso nega persino i riti di uno dei più bei momenti della vita» denuncia il consigliere comunale di centrodestra Irma Melini. Con tanto di interrogazione.

Nella struttura comunale di largo Fraccacreta ci sono tre ingressi, ma i due più storici, e dai quali in passato entravano e uscivano le coppie, restano sbarrati per carenza di personale e per questioni di sicurezza.

«Abbiamo un solo custode che resta all’ingresso di corso Vittorio Veneto – spiega l’assessore ai Servizi Demografici Angelo Tomasicchio -. Capisco la delusione degli sposi e per questo ho sollecitato il mio dirigente alla riapertura dell’ingresso con la storica scalinata. Ma al tempo stesso servirebbe un custode aggiuntivo, almeno per controllare che durante l’uscita degli sposi qualcuno non ne approfitti per entrare negli uffici, senza passare dal pre-filtraggio dell’ingresso laterale di corso Vittorio Veneto».

La scelta logistica ha fatto storcere il naso a diverse coppie rimaste alquanto deluse. D’accordo, amici e parenti possono sempre lanciare il riso ma in spazi esterni molto più limitati e prestando la massima attenzione all’utenza in quel momento di passaggio. «E vogliamo evitare – spiega l’assessore Tomasicchio – che qualcuno poi si faccia male. Per questo stiamo valutando di chiedere alle coppie una cauzione per far fronte alla pulizia e allo spazzamento. È anche vero che nella domanda di richiesta di matrimonio civile, la coppia sottoscrive l’obbligo a ripristinare lo stato dei luoghi. Purtroppo non viene quasi mai rispettato». Fin qui nella struttura amministrativa del Comune.

Discorso diverso invece per altre location, come ad esempio il gettonatissimo Fortino Sant’Antonio, la terrazza con vista mare che da qui sino ad ottobre già registra il boom di prenotazioni per le celebrazioni di matrimoni. Nella tariffa – che varia dai 450 ai 650 euro in base al giorno e all’orario scelto - sono infatti incluse anche le spese di pulizia e sono a carico dei nubendi i «risarcimenti» provocati dal lancio di riso e quant’altro. Parenti e amici sono quindi avvisati.

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