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Ex Ccr, dopo 23 anni arriva l'assunzione

Dal 18 aprile 245 persone al lavoro in Sanitaservice

E infine il giorno arrivò. Dopo 23 anni di tribolazioni, stenti, lotte e delusioni, per 245 lavoratori delle ex Case di cura riunite si aprono le porte dell’assunzione. Martedì 18 aprile gli ex cassintegrati diventeranno dipendenti della Sanitaservice, la società cosiddetta «in house» delle Aziende sanitarie locali.

È la conclusione di una delle più vecchie e dolorose vertenze di lavoro dell’intera regione. Circa 250 persone (erano molte di più nel lontano 1994 quando cominciò a divampare lo scandalo giudiziario che travolse le cliniche di Francesco Cavallari) trovano finalmente occupazione dopo la selezione per avviso pubblico avvenuto nei giorni scorsi.

Esulta l’Usppi, l’Unione sindacale pubblico e privato impiego, che si coagula intorno alla figura del segretario nazionale Nicola Brescia, di fatto l’unica organizzazione sindacale che ha seguito i 245 ex Ccr nell’intero percorso fino al finale positivo del prossimo 18 aprile.

«Miracolo avvenuto», sono difatti le parole di Brescia che illustra la dislocazione geografica delle assunzioni: «La ripartizione vedrà l’inserimento di 91 lavoratori nella Sanitaservice del Policlinico di Bari, 100 in quella della Asl Bari, 37 in quella dell’Asl della Bat e 17 nella Sanitaservice della Asl Brindisi».

L’Usppi ribadisce la fine «di un percorso dopo infinite battaglie per una vertenza delicatissima cominciata nel 1994, riguardante le cliniche private del gruppo Ccr di Bari». Qualche chiarimento, tuttavia. Lo fa Sebastiano Azzaro, segretario provinciale dell’Usppi: «L’assunzione sarà a tempo determinato e per 12 mesi rinnovabili. Si tratta di soggetti svantaggiati individuati in base alla legislazione europea». Intanto è una boccata d’ossigeno per centinaia di persone che hanno consumato gli ultimi 23 anni nella precarietà totale. Non sono mancate storie drammatiche, sullo sfondo della vertenza ex Ccr: più di qualcuno ha sviluppato nel tempo seri disturbi mentali, qualcun altro ha scelto di togliersi la vita. L’intera vicenda dell’indecoroso tramonto dell’impero Cavallari, d’altronde, è una ferita ancora aperta nella società barese, anche per i ben noti esiti giudiziari, di gran lunga sproporzionati al clamore e alla potenza delle indagini preliminari.

Molti degli ex dipendenti delle cliniche private, quelli che non sono riusciti a trovare occupazione altrove, hanno fronteggiato seri problemi di sopravvivenza. Ripercorriamo, ancora, l’iter dell’aiuto: due anni di cassa integrazione straordinaria dal 2000 al 2002; iscrizione nelle liste di mobilità dal 2002 fino a febbraio 2013, con rinnovi annuali biblici, fino a quando, l’allora presidente della Regione Nichi Vendola annunciò che l’indennizzo degli ex Ccr poteva ritenersi concluso. «L’Usppi - ribadisce Brescia - ha lottato con ogni mezzo, portando decine di pullman a Roma con blocchi stradali e proteste eclatanti. Oggi siamo enormemente soddisfatti e compiaciuti per il risultato insperato e miracoloso per i 245 ex lavoratori Ccr». Nelle prossime ore il sindacato convocherà un’assemblea pubblica nella Sala Balestrazzi del Policlinico per illustrare ai lavoratori l’esito della vertenza chiusa alla presenza del governatore Michele Emiliano.

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