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un sondaggio telefonico

«Pronto? È il Comune di Bari
come va la sicurezza da lei?»

comune di bari

di FRANCESCO PETRUZZELLI

BARI - A primo impatto sembreranno insistenti e un po’ ficcanaso. Con il rischio di essere scambiati per i molestatori seriali da call center. Quelli che, a qualunque ora del giorno, cercano di vendere piani tariffari di luce e telefonia, batterie di pentole o corsi di cucina. Ma nulla di tutto questo. Dall’altra parte della cornetta ci sarà il Comune. Sì, proprio mamma Amministrazione, per sapere se i suoi concittadini si sentono sicuri. E quale sia il livello di insicurezza in determinati posti della città. Un esempio? Nella mappa figurano non solo le piazze dello spaccio, come Umberto e Cesare Battisti, e i posti della movida come Bari vecchia e il lungomare, ma persino la nuova via Sparano senza palme, i luoghi stagionali di Torre Quetta, Pane e Pomodoro e la pineta San Francesco, lo stadio San Nicola, i mercati e i supermercati. Nemmeno un rigo, invece, sulle periferie o sui quartieri a più alto tasso criminale.

Saranno 2.500 i baresi che nelle prossime settimane riceveranno una telefonata dal Comune, con un sondaggio che coprirà un campione composto per il 48 per cento da uomini e per il 52 per cento dalle donne, dai 18 anni in poi. I quartieri maggiormente intervistati saranno Libertà, Marconi, San Girolamo e Fesca, mentre fanalini di coda il Murat e Bari Vecchia (il sondaggio, forse poco aggiornato, divide la città in base alle vecchie nove Circoscrizioni dimenticandosi l’avvento dei cinque Municipi).

Undici le domande in programma per conoscere i mezzi utilizzati per gli spostamenti, le situazioni di maggior pericolo, i traumi patiti (c’è persino lo stalking) o il timore di subire un reato (spunta anche l’opzione «essere offeso sui social media»). Ogni intervistato, che resterà sempre in anonimato, dovrà dare anche un voto, da uno a cinque, ai problemi del proprio quartiere come scarsa illuminazione, degrado, mancanza di negozi e di verde e addirittura schiamazzi serali, ragazzini per strada e presenza (con termini non da politicamente corretto) di «barboni» e «zingari». Zingari che assieme a mendicanti, usurai, malavitosi, stranieri, disoccupati, colleghi di lavoro/ studio, i giovani in strada e «baresi in generale» figurano alla domanda «Gli archetipi della paura», cioè le categorie - sembra quasi di essere finiti in un girone dantesco - che più di tutti possono trasmettere insicurezza e ansia.

Per ciascun gruppo l’intervistato dovrà dare un voto, da zero a cinque, sul grado di paura. E chi potrà salvare i cittadini dalle proprie insicurezze o da questa pattuglia di cattivoni? Forse il parroco, forse il sindaco, forse la magistratura, forse le forze dell’ordine, forse lo psicologo o magari gli amici e la famiglia? Il Comune chiederà anche questo, bandendo dalla lista dei «salvatori» i consiglieri comunali e i politici in generale. Il costo di queste lunghe chiacchierate al telefono ammonterà a circa 41mila euro nell’ambito del progetto europeo «Musica», acronimo non di un festival della canzone ma di “«onitoraggio Urbano attraverso Soluzioni Innovative per Città Agili». In sostanza i risultati finiranno in una apposita banca dati sulla sicurezza.

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