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invisibili a bari

«Quei senzatetto sotto i ponti
a rischio per l'allerta meteo»

senzatetto che vivono sotto i ponti a Bari

di RITA SCHENA

BARI - Invisibili. Soprattutto dimenticati e in pericolo. L'emergenza neve nel Barese è appena stata superata, ma il freddo e la pioggia continuano a flagellare in questo inverno, che appare ancora così lungo, e a rischio sono i più poveri, gli emarginati, quelli che vivono per strada. Cicatrici di una società che spesso preferisce non vedere e di cui invece è bene tener conto per non dover piangere le tragedie.
«Sono persone che nessuno ha mai censito, che vivono fuori anche dalle periferie di Bari in condizioni che definire degradate sarebbe ottimistico – racconta Cristiano Scardia vice presidente regionale Rangers d'Italia sezione Puglia – li abbiamo incontrati durante i nostri pattugliamenti nel pieno dell'emergenza neve, vivono letteralmente sotto i ponti, in prossimità delle lame, se dovesse venire un alluvione, magari di notte mentre dormono, sarebbero spazzati via. Le lame sono sfoghi naturali per la pioggia in eccesso e queste persone vivono proprio in questi luoghi».
Mentre le temperature scendevano sotto lo zero c'era chi viveva e vive ancora in letti di cartone sotto i cavalcavia, ignorati da tutti.

«Abbiamo trovato un insediamento di cinque uomini sotto il ponte di via Gentile nella zona del Canalone di Japigia – sottolinea Scardia ed abbiamo immediatamente allertato i servizi sociali di Bari attraverso il numero verde attivo (800-093-470 per le segnalazioni anche di privati cittadini, ndr.). Siamo tornati il giorno dopo perché i funzionari dei servizi sociali ci avevano detto di non aver trovato nessuno ed invece erano lì: cinque cittadini romeni, solo uno di loro parlava un po' di italiano. Abbiamo cercato di spiegare che era pericoloso per loro vivere così, ma ci hanno risposto che non si sarebbero mossi. Ci hanno chiesto aiuto per avere qualcosa da mangiare e coperte per stare un po' più al caldo».

I cinque del canalone non sono gli unici invisibili di cui nessuno si preoccupa.
«Qualcosa di simile c'è anche sotto il ponte della statale 100 adiacente via caduti del lavoro nei pressi della lama Valenzano – spiega Scardia – durante le nostre pattuglie abbiamo potuto verificare che ci sono persone che ci vivono, così come in molti ruderi di masserie intorno alla città. Ci fermiamo cerchiamo di parlarci, di spiegare la pericolosità di vivere in certi luoghi, ma sono persone che non hanno alternative e che di conseguenza continuano a vivere in condizioni incredibilmente precarie».
Lame che si possono trasformare in bare d'acqua, ruderi di costruzioni che possono crollare e schiacciare esseri umani che non hanno alternative e per i quali morire o vivere non fa molta differenza.

«Diventa difficile anche capire quante persone vivono in queste condizioni. Noi possiamo solo segnalare la loro presenza, possiamo con il passaparola trovar loro qualche coperta o un panino in più, ma non altro». Servirebbero politiche più incisive, prevenzione, servirebbe un posto caldo e sicuro dove riposare, mangiare qualcosa, lavarsi, perché l'emergenza per i senzatetto non è solo durante le nevicate, ma anche per gli acquazzoni o con il gran caldo. L'inverno è ancora lungo e le previsioni meteo indicano giornate di forti piogge.

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