Martedì 16 Ottobre 2018 | 06:30

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indagò su Andrea Montani

Emiliano: l'ex boss
mi ha chiesto lavoro

Emiliano: l'ex boss  mi ha chiesto lavoro

di Giovanni Longo

BARI - Andrea Montani gli ha chiesto un lavoro. E di tutta risposta Michele Emiliano, oggi presidente della Regione, molti anni fa uno dei magistrati che ha istruito processi su «Malagnac», facendolo condannare, gli ha replicato prima «Andrea, faremmo ridere il mondo», per poi rilanciare: «E tu verresti con me nelle scuole a parlare di legalità?».

L’aneddoto è stata raccontato da Emiliano durante il primo incontro del progetto «L’edificio della memoria» dal titolo «Vite spezzate e giustizia» che si è tenuto nel liceo Salvemini insieme con il presidente dell’Anm Piercamillo Davigo, ex Pm del pool di «Mani Pulite», e il presidente dell’Ordine degli avvocati di Bari, Giovanni Stefanì.

Parlando ai circa 600 studenti il presidente della Regione Puglia e magistrato in aspettativa Michele Emiliano ha ricordato «l’ultimo incontro incredibile» con persone che ha fatto arrestare. «Proprio sotto casa mia, qualche giorno fa - ha detto - ho incontrato Andrea Montani» (ex boss del quartiere San Paolo) il quale mi ha detto “dottore mi devi trovare un lavoro?”». Emiliano ha spiegato che Montani «ha preso 22 anni nell’ultimo processo che ho fatto con lui» e che il suo avvocato «abita nel mio stesso palazzo».

«L’ho visto in buona forma», ha aggiunto Emiliano spiegando che «quando mi chiamano “dottore” sono poliziotti oppure persone che ho fatto arrestare». Alla richiesta di trovargli un lavoro da parte di Montani, Emiliano ha risposto: «Andrea dobbiamo far ridere il mondo? Io devo trovare un lavoro a te? Non credo di essere la persona adatta». E poi ha aggiunto: «E tu verresti con me a degli incontri sulla legalità?». Emiliano ha anche precisato di non essersi affatto spaventato. «Forse perché - ha rilevato - in questa città» non si è mai avvertito «un vero e proprio clima di intimidazione sui magistrati: credo siano pochissimi i magistrati che sono stati scortati qui a Bari». «E la forza derivava anche dal fatto che questa comunità - ha sottolineato - non ha mai accettato l’idea che qualcuno possa essere spaventato perché fa il magistrato in modo onesto e con determinazione, o ha fatto il sindaco in modo onesto e per bene».

Durante i lavori, moderati dal giornalista Domenico Castellaneta, infatti i relatori hanno commentato la decisione della Prefettura che ha deciso di intensificare la scorta per il sindaco Antonio Decaro (ne riferiamo nelle pagine nazionali).

Anche Davigo ha raccontato un aneddoto simile a quello riferito da Emiliano, affrontando il tema del reinserimento sociale di chi ha scontato una pena in carcere. «Dovevo fare una visita oculistica - ha riferito Davigo - e ho riconosciuto in ospedale un uomo in camice bianco che avevo fatto arrestare perché latitante. Ho pensato avesse cambiato mestiere, ci siamo salutati e mi ha spiegato che stava facendo del volontariato. Quando me lo ha chiesto gli ho riferito il motivo della mia presenza in clinica. E lui di tutta risposta: “Dottore ma perché fa la fila, la faccio passare avanti”. Ed io: “Molto gentile, ma attendo il mio turno, grazie...”».

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