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scuole superiori

Trasporto e assistenza disabili
avvio dei servizi con gravi ritardi

La competenza passa alla Regione. Alla Città metropolitana resta la gestione pratica

Trasporto e assistenza disabili  avvio dei servizi con gravi ritardi

di Antonella Fanizzi

Il trasporto per gli studenti diversamente abili che frequentano gli istituti superiori del territorio provinciale potrebbe partire a metà ottobre. Per l’assistenza specialistica, invece, i tempi sono incerti e le procedure si annunciano complesse.

La Città metropolitana, chiamata a gestire il servizio pur non potendo più prendere in autonomia alcuna decisione, dal momento che da quest’anno le attività connesse all’integrazione scolastica degli alunni portatori di handicap rientrano nelle competenze della Regione, ha comunque bisogno di 350mila euro per rinnovare i contratti agli educatori. La brutta notizia è che però queste risorse non potranno essere assegnate prima di novembre, quando da via Capruzzi sarà dato il via libera all’assestamento di bilancio. Il denaro per far partire l’aiuto ai ragazzi con deficit di vista e udito è invece in cassa.

la protesta Burocrazia e atti amministrativi a parte, resta il problema: tutti gli studenti sono ormai in classe da una decina di giorni, ma proprio quelli maggiormente in difficoltà stanno frequentando le lezioni a singhiozzo. In mancanza dei docenti di sostegno, assegnati dal Provveditorato ma non ancora tutti in cattedra, e in assenza degli educatori, questi ragazzi o vengono prelevati dai genitori in anticipo rispetto all’orario di uscita oppure restano a casa.

Un disagio con il quale purtroppo le famiglie sono abituate a fare i conti da anni, ma non per questo meno grave. Giustamente Gianni Romito, a nome delle associazioni Volare più alto, HBari 2003 e Apate, non può che indignarsi: «Le istituzioni dimenticano che la scuola riapre, come sempre, a settembre e per tutti. Allora perché agli alunni più deboli, a differenza degli altri, non vengono garantiti il trasporto e l’assistenza specialistica? I genitori di questi ragazzi sono costretti ad accompagnarli a scuola. E gli studenti con handicap gravi spesso vengono parcheggiati in classe o affidati ai bidelli perché non c’è nessuno che si occupa della loro formazione. Siamo davvero stanchi».

le nuove competenze Il paradosso è che cambiano gli enti di riferimento, ma i disservizi restano quelli di sempre. La Regione, a dispetto delle previsioni, ha avocato a se l’integrazione scolastica degli studenti diversamente abili iscritti alle superiori, che non rientra più nelle funzioni della Città metropolitana e delle Province. Tre giorni fa la Regione ha approvato la convenzione che regola i rapporti con la Città metropolitana. È vero che in totale che per tutta la Puglia saranno a disposizione 12 milioni 800mila euro che derivano dal bilancio regionale e dalla legge di stabilità, ma i tempi si annunciano lunghi.

La convenzione deve ottenere il via libera del consiglio metropolitano, per essere in seguito sottoscritta dalle parti. Per le formalità passeranno almeno due settimane.

il trasporto Per garantire il trasporto, sarà autorizzata una proroga tecnica fino a dicembre alla ditta che già svolge il servizio, in attesa che venga bandita la nuova gara di appalto. I ragazzi della città di Bari che hanno diritto al trasporto con mezzi speciali sono al momento 105, ma non tutte le scuole hanno inoltrato le domande.

l’assistenza specialistica I contratti per gli assistenti alla comunicazione sono già pronti e una volta esaurito l’iter amministrativo potranno essere firmati.

Gli oltre 350 alunni con handicap gravi, inclusi gli autistici, che hanno diritto all’assistenza specialistica e che dovranno essere affiancati dagli educatori, dovranno invece attendere. Finora il rapporto educatore-studente è stato di uno a uno, sia di mattina a scuola, sia nel pomeriggio a casa. Ma per garantire il servizio, in attesa che lo Stato distribuisca le risorse, servono immediatamente 350mila euro. In mancanza di questi fondi, il servizio potrebbe essere avviato, diminuendo però le ore assegnate a ciascun ragazzo.
L’approvazione della convenzione, da parte della Regione, consentirà di sbloccare le procedure di gara, ma non potrà sanare i ritardi.

malumori negli uffici della città metropolitana In tutto questo caos, a essere preoccupati per la gestione del servizio sono i dipendenti dell’ex Provincia. Spiega Rosanna Lallone, dirigente del Welfare: «Seguiamo 700 studenti diversamente abili sotto il profilo della formazione e degli atti contabili. Ma la Regione ha ritenuto tale servizio non fondamentale, sottraendone la competenza alla Città metropolitana e chiedendo di ridurre il personale all’osso, che passerebbe, in virtù dei trasferimenti, da dieci a due-tre unità. Si perdono in questa maniera competenze e professionalità. Il rischio è che a farne le spese siano i ragazzi e le loro famiglie, con le quali da anni abbiamo avviato un percorso condiviso. Mi auguro che questo patrimonio non vada disperso, e che la qualità resti almeno quella finora assicurata, seppur fra mille difficoltà».

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