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Valenzano

Quartiere San Lorenzo
abitanti disperati e stanchi

Degrado e poca sicurezza. E lo spettro del centro stoccaggio rifiuti

Quartiere San Lorenzo  abitanti disperati e stanchi

VALENZANO – Il quartiere San Lorenzo (tremila abitanti circa) è il feudo dell'attuale maggioranza al Comune di Valenzano. È qui che molti consiglieri, non solo quelli denunciati e coinvolti nello scontro senza esclusioni di colpi con l'ex vicesindaco Francesca Ferri, hanno fatto incetta di voti dando ad Antonio Lomoro la spinta per vincere le elezioni del 2013. Ma, prima ancora che esplodesse lo scandalo politico-giudiziario, la fiducia dei residenti nei loro confronti ha toccato il minimo storico quando, nel febbraio scorso, è stato dato dato parere positivo alla variante urbanistica per la costruzione di un centro di stoccaggio di rifiuti pericolosi (e non pericolosi) con annesso centro di raccolta rifiuti comunale. Il provvedimento è stato osteggiato aspramente dai residenti del quartiere, presenti in massa nella sala consiliare il giorno della delibera, perché di fatto spiana la strada alla realizzazione dell'impianto su un'area attualmente agricola, ritenuta dall'Ente stesso compromessa e dunque da bonificare.

La risposta dei cittadini è stata immediata. In pochi giorni sono state raccolte oltre 700 firme su carta (e altrettante in una petizione online) per la costituzione di un comitato di scopo a tutela del verde cittadino che contrasti il progetto (è in arrivo una diffida al Comune proprio a firma del comitato). La decisione del sindaco e di chi lo sostiene ha insomma scatenato proteste ancor più veementi di quelle registrate nel 2015 riguardo un progetto di housing sociale, la cui delibera è stata prima approvata (a febbraio) e poi strappata in Consiglio comunale (dopo pochi giorni) a seguito di una sollevazione popolare dei residenti del complesso Arcade.

L'idea era quella di destinare l'Hotel Federiciano (nato a quattro stelle, poi sceso a tre, infine chiuso, eccetto un'ala desinata a residence) ad alloggio per decine di famiglie in difficoltà economiche. L'albergo, quando a cavallo del 2000 furono messi in vendita gli appartamenti costruiti dalla Coeni spa, venne presentato come il fiore all'occhiello di un complesso residenziale di pregio. A distanza di quindici anni si fanno invece i conti con un progressivo abbandono, il cui simbolo è lo scheletro di un edificio, in un ampio perimetro destinato a strutture sportive, cominciato e dimenticato da anni, così disattendendo il piano di lottizzazione. In attesa che s'intervenga (sono previsti campi di calcetto, palestra, bar, ristoranti, negozi), lo sport in voga è osservare una gru che rotea nei giorni di forte scirocco.

All'Arcade, poi, attendono il rifacimento del giardino (area giochi, pavimentazione, panchine, cestini dei rifiuti) promesso in pompa magna da sindaco e vicesindaco durante un sopralluogo avvenuto alla fine della scorsa estate (il Boscarello, l'altro complesso residenziale del quartiere, non lo ha mai avuto e lo aspetta da anni). Il risultato (all'Arcade) delle svariate e pressanti richieste è stato ottenere solo lo spostamento dei cassonetti per la spazzatura, prima incolonnati uno dietro l'altro in uno spazio destinato alla fermata dei bus e adesso meglio distribuiti, senza aver però risolto il nodo rifiuti.

La soddisfazione del Comune per i numeri della raccolta porta a porta, iniziata lo scorso novembre, non ha placato i residenti di Valenzano, soprattutto quelli delle periferie. Al quartiere San Lorenzo, dove c'è la differenziata ma non il porta a porta (nel Consiglio comunale del 18 maggio, in cui è stato approvato il bilancio, è stato annunciato che arriverà nei prossimi mesi), il servizio è inadeguato rispetto alle esigenze, così come insufficienti sono i controlli, considerando anche la evidente responsabilità di chi ancora non segue le disposizioni di conferimento e addirittura arriva dal centro del Comune per disfarsi di sacchetti e rifiuti ingombranti.

È quindi soprattutto la sensazione di dimenticanza generale ad aver spazientito gli abitanti, disorientati dalla «guerra» giudiziaria in corso, ma soprattutto arrabbiati per l'immondizia a cielo aperto, la latente prevenzione, la scarsa manutenzione (diserbare, ad esempio, è urgente, come lo è asfaltare le strade), per non parlare dei frequenti furti d'auto, in ville e appartamenti. L'ubicazione a ridosso del quartiere del centro di stoccaggio di rifiuti li ha poi fatti imbufalire, soprattutto per le spiegazioni ufficiali addotte. La naturale collocazione del sito sarebbe nella zona industriale, ma è preclusa perché, come si legge nella relazione dell'assessore all'Urbanistica Porzia Pietrantonio, nelle zone D «lo strumento urbanistico comunale esclude interventi di questo tipo attesa la dizione ''sono destinate all'insediamento di complessi produttivi, con esclusione di quelli nocivi di qualsiasi genere...''». Paradossale: se il centro di stoccaggio è classificato come nocivo perché farlo proprio in una zona agricola a ridosso del quartiere San Lorenzo?

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