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Intervista al presidente Palasciano

Bcc di Alberobello e Sammichele
«Create le premesse per il rilancio»

Separatezza dei ruoli, rafforzamento della struttura organizzativa e rivisitazione di tutte le unità organizzative

Bcc di Alberobello e Sammichele «Create le premesse per il rilancio»

Cosimo Palasciano, 55 anni

di Valentino Sgaramella

Cosimo Palasciano 55 anni, piccolo imprenditore di Alberobello, presiede il CdA della Bcc di Alberobello e Sammichele di Bari dal settembre 2014. Un istituto di credito, il suo, con 11 filiali disseminate nelle province di Bari, Taranto e Matera, con 2140 soci e 90 dipendenti.

Presidente Palasciano, quali le novità più importanti della sua gestione?

Dopo anni di gestione aziendale connotata da diversi elementi di criticità, e dopo la delicata fase di amministrazione straordinaria, occorreva creare le premesse per riprendere un cammino di normalità e di forte attenzione al territorio in cui opera la Bcc  nonché ristabilire un’operatività improntata alla massima trasparenza e al rispetto dei ruoli aziendali. Un valido inizio è stato il rispetto del sacrosanto principio della separatezza dei ruoli, regola indispensabile per affrontare il lavoro quotidiano, pur in presenza di un  normale e talvolta necessario confronto dialettico e critico tra i diversi livelli di responsabilità. Su queste basi, abbiamo da subito messo mano al rafforzamento della struttura organizzativa, partendo dall’assetto direzionale con la nomina del vicedirettore generale. A seguire, abbiamo rivisto tutte le unità organizzative e istituito (ex novo) il settore commerciale, con il precipuo compito di promuovere un concreto rilancio commerciale della Bcc, attraverso il recupero dei volumi (in termini di raccolta e impieghi), la credibilità, l’immagine e lo sviluppo di nuove relazioni sul territorio.     

In un periodo lungo di crisi come quello che stiamo attraversando, la sua banca come si è attrezzata per incentivare lo sviluppo del territorio di pertinenza?

A proposito di crisi, nonostante qualche timido segnale di ripresa registrato nel corso del 2015, il contesto economico in cui opera la banca – fortemente indebolito nel corso degli ultimi anni – continua a mostrare talune fragilità strutturali, con una scarsa propensione agli investimenti produttivi e con volumi di operatività ancora molto lontani dal periodo pre-crisi. Tuttavia, la Bcc non ha fatto comunque mancare il proprio supporto finanziario alle famiglie e a tutte quelle iniziative imprenditoriali ritenute meritevoli, anche sotto l’aspetto occupazionale, per la creazione di nuovi posti di lavoro .     

Quale lo stato di salute della Bcc?

Per rafforzare il profilo patrimoniale della Banca, che ha risentito in questi ultimi anni delle perdite di Bilancio determinate essenzialmente dalle consistenti rettifiche di valore dei crediti deteriorati, occorre ripristinare stabili flussi reddituali. E per migliorare il profilo reddituale, occorreva iniziare con una pianificazione tendente al ripristino anche delle masse intermediate, che nel corso degli ultimi anni hanno subito una significativa battuta d’arresto. Abbiamo anche avviato un’efficace azione di sviluppo dei ricavi commissionali – anche attraverso l’incremento della raccolta indiretta, in costanza di una forte attenzione al contenimento dei costi operativi. A tal proposito, le risultanze del Bilancio al 31 dicembre 2015, approvato di recente dal Consiglio di Amministrazione, fanno ben sperare: la raccolta totale (tra diretta e indiretta) ha registrato un incremento di circa 20 milioni di euro (+2,82%); i crediti verso clientela, in controtendenza rispetto al sistema bancario, hanno registrato una crescita di 28 milioni di euro (+10,66%). La voce utile d’esercizio ha rivisto finalmente il segno positivo, attestandosi a 425 mila euro, invertendo la tendenza rispetto agli ultimi due anni, a dimostrazione della capacità reddituale che la BCC può e deve continuare ad esprimere. Al 31 dicembre 2015, la Banca presenta un rapporto tra fondi propri ed attività di rischio ponderate (Total capital ratio) pari al 19,58%, superiore rispetto alla media delle banche italiane che registra un rapporto del 12,1% (dato al 30/06/2015).   

A suo avviso, in questa parte di Mezzogiorno si intravede una fuoriuscita dalla crisi?

Il contesto ove opera la Banca si presenta altamente competitivo; su alcune piazze (Monopoli, Martina Franca) operiamo con la presenza di più di 20 sportelli bancari, alcuni dei quali appartenenti alla famiglia del Credito Cooperativo. La concorrenza è agguerrita e, pertanto, la capacità di mantenere il cliente acquisito e di attrarre nuova clientela, non dipende solo dalle condizioni economiche praticate, ma dall’attenzione, dalla qualità dei servizi offerti e dalla professionalità nel gestire in continuo la relazione. Il tessuto economico, nonostante qualche lieve segnale di ripresa in taluni specifici settori (manifatturiero, edilizia residenziale, agricoltura), rimane ancora debole e connotato ancora da incertezze. Gli investimenti stentano a ripartire e chi detiene delle disponibilità liquide non ritiene che sia arrivato il momento per iniziare ad investire.

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