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Il caso

Convegno famiglia con Adinolfi
Ateneo di Bari: «No a censura»

È la risposta alle polemiche di molte associazioni studentesche e per la difesa dei gay che definiscono «propaganda omofoba» l'evento

Convegno famiglia con Adinolfi Ateneo di Bari: «No a censura»

BARI - La volontà di «favorire il dibattito e il confronto anche sui temi più diversi e di stringente attualità», continuando a garantire il confronto e il dialogo», senza «operare una censura generalizzata e preventiva». E' questo il motivo per cui l’Università di Bari ha accettato di ospitare il convegno 'La famiglia al centro dell’uomò al quale parteciperà Mario Adinolfi, tra i promotori del Family day. Lo precisa una nuova nota (dopo quella di ieri) dell’Ateneo di Bari che risponde così alle polemiche di molte associazioni studentesche e per la difesa dei gay che definiscono «propaganda omofoba» il convegno organizzato da un’associazione i cui presidente e vice sono esponenti di Fratelli d’Italia.

«L'Ateneo barese - precisa la nota dell’Ateneo - è stato tra i primi in Italia a istituire il doppio libretto universitario per gli studenti protagonisti di un percorso di transizione identitario di genere, ed è da sempre attivo per la promozione di iniziative, anche legislative, improntate al riconoscimento dei diritti e delle libertà e alla lotta ad ogni forma di discriminazione». E «l'evento - scrive l’Università - è stato organizzato da una associazione studentesca che ha fatto una formale e specifica richiesta di utilizzo di uno spazio universitario. Il rettore Antonio Uricchio non ha mai rifiutato richieste degli studenti per le loro iniziative».

A «titolo meramente esemplificativo» l’Università elenca infine alcuni eventi: «'l'International gender film festival', il seminario su 'Genitorialità omosessuale: teorie, testimonianze e vissutì, il ciclo di incontri 'Parole di carne: violenze di genere e orizzonti di nonviolenzà, e 'Visibili per sceltà sul tema dell’omofobia e transfobia».

«Un violento schiaffo in faccia alla missione sociale dell’Università": così il portavoce nazionale di Rete della Conoscenza, Riccardo Laterza, commenta la scelta del rettore dell’Ateneo di Bari, Antonio Uricchio, di ospitare domani, venerdì 19 febbraio, il convegno 'La famiglia al centro dell’uomò al quale parteciperà Mario Adinolfi, tra i promotori del Family day. Contro il convegno, organizzato da un’associazione il cui presidente e vice sono esponenti di Fratelli d’Italia, stanno montando le polemiche di molte associazioni studentesche di sinistra, di altrettante sigle che difendono i diritti dei gay, ma anche di Sel Puglia e dei Giovani comunisti: tutti ritengono si tratti di «propaganda omofoba».

Per Laterza, «è gravissima la scelta dell’università che deve restare orientata all’inclusione e alla promozione di una cultura dei diritti e delle differenze», e «in questa decisione non si può che leggere la volontà di relegare ai margini le persone gay, lesbiche, transessuali e transgender che studiano e lavorano all’Università di Bari». «Si tratta di un segnale ancora più allarmante - rileva Laterza - se pensiamo alla traiettoria impressa sull'iter parlamentare del ddl Cirinnà al Senato: le spinte per affossare una legge che afferma alcuni principi di civiltà per il riconoscimento di diritti alle coppie omosessuali - conclude - e il rinvio di una settimana della discussione in Aula, fanno trasparire l’ipocrisia e l’omofobia che caratterizzano il dibattito».

EMILIANO: C'è POLIZIA - «Non sono preoccupato. In questo paese ci sono le forze dell’ordine, quindi chiunque voglia esercitare le sue prerogative può farlo». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se fosse preoccupato dalle voci di possibili violenze al convegno 'La famiglia al centro dell’uomò al quale in serata, all’università di Bari, interverrà anche Mario Adinolfi, tra i promotori del Family day.
Contro il convegno, organizzato da un’associazione i cui vertici sono due esponenti di Fratelli d’Italia Puglia, si sono scatenate le proteste di associazioni studentesche di sinistra, di Sel Puglia e dei Giovani comunisti, e sigle che difendono i diritti dei gay. Tutti considerano l’iniziativa «propaganda omofobica» e ritengono «intollerabile che l’università la ospiti». E per questo i promotori dell’incontro hanno dichiarato di sentirsi «minacciati» e di temere «episodi di violenza».

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Commenti all'articolo

  • rossini

    21 Febbraio 2016 - 09:09

    Insomma, la sconsolata conclusione è che in Italia non vi è più libertà di pensiero e di opinione né possibilità di manifestazione di essi. Questo diritto viene concesso soltanto a chi si colloca nel solco del politically correct e del pensiero dominante di sinistra. E' per questo risultato che i Padri Costituenti scrissero l'art. 21 della Costituzione?

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