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Produttori esasperati arrivano ai ferri corti con gli ispettori fitosanitari L'«ok» della Regione sblocca la commercializzazione delle piante

Xylella, scontri per le barbatelle Oggi a Otranto riparte il mercato

di Tiziana Colluto

OTRANTO - Da oggi, il distretto otrantino delle barbatelle torna a respirare: si ricomincia. Al via la commercializzazione delle piante, dopo le autorizzazioni che la Regione Puglia ha rilasciato nelle scorse ore, relative agli impianti per la termoterapia. Anche per superare questo scoglio, in realtà, si è dovuti arrivare ai ferri corti: mattinata movimentata quella di ieri a Otranto, dove i produttori si sono scontrati con gli ispettori dell’Osservatorio fitosanitario regionale. Casus belli: un cavillo relativo alla lunghezza delle fascette a garanzia dell’avvenuto trattamento, ciò che ha mandato su tutte le furie i vivaisti.

Dalle 6 di questa mattina, ad ogni modo, le prime due macchine sono all’opera con un turn over continuativo di 18 ore, necessario per smaltire, in massimo due mesi, la lavorazione di circa 13 milioni di pezzi, con un ritmo che varia da 5 a 7mila barbatelle l’ora.

La «terapia» con l’acqua calda è indispensabile per poter far ritorno sul mercato: Bruxelles, il 17 dicembre scorso, lo ha imposto e oggi sarà ribadito anche nel decreto che sarà votato in Conferenza Stato regioni per la modifica del Dm del 19 giugno 2015 sulle misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione del batterio Xylella fastidiosa.

Il nuovo articolo 12 del provvedimento a firma del ministro Maurizio Martina, infatti, prevede che «lo spostamento all’interno dell’Ue, all’interno o all’esterno di zone delimitate, di piante di Vitis in riposo vegetativo destinate alla piantagione, ad eccezione delle sementi, può avvenire se sono soddisfatte» due condizioni: «le piante sono coltivate in un sito registrato in conformità alla direttiva 92/90/CEE» e «il più vicino possibile al momento dello spostamento, le piante sono state sottoposte a un opportuno trattamento di termoterapia in un impianto di trattamento autorizzato per tale scopo e sorvegliato dal Servizio fitosanitario regionale, per cui le piante in riposo vegetativo sono sommerse per 45 minuti in acqua riscaldata a 50°, conformemente alla pertinente normativa Eppo».

Ieri, è stato incassato l’ultimo ok che mancava, con la verifica di conformità delle due macchine acquistate dal Consorzio vivaisti viticoli pugliesi e degli ambienti che le ospitano, nelle aziende Vivai cooperativa Fontanelle e Paiano.

Tuttavia, si diceva, non sono mancati i momenti di tensione, durante i sopralluoghi effettuati dal personale dell’Osservatorio fitosanitario: la contestazione della lunghezza delle fascette da apporre a garanzia delle piante è stata avvertita come l’ulteriore beffa da parte dei vivaisti. Troppo corte, secondo gli ispettori, quelle acquistate dal Consorzio, non in grado di abbracciare l’intero fascio di barbatelle. Un dettaglio che ha scoperto i nervi già tesi, fino a sfociare in un autentico litigio, poi rientrato, poiché si è convenuto sul fatto che la fascetta possa essere semplicemente allegata al mazzo. Si tratta di una misura transitoria, in attesa che la Regione fornisca i sigilli, non ancora consegnati dall’azienda fornitrice.

Sulla lavorazione, inoltre, dovrà vigilare anche un ispettore dell’Osservatorio fitosanitario. «Spetterà alla Regione organizzarsi - spiega il presidente del Consorzio, Fernando Miggiano - ma noi non possiamo aspettare oltre. Il materiale vivaistico è prossimo alla sbocciatura e non può essere stoccato in cella o interrato: il trattamento va fatto su piante a riposo vegetativo, prima che la gemma si gonfi, dunque entro fine marzo».

Per il momento, su ciascuna delle due macchine acquistate turnerà una dozzina di aziende. Fra due settimane, saranno consegnati ulteriori due impianti. Poi, le barbatelle riprenderanno la strada del resto della Puglia, di Campania, Abruzzo, Nord Italia, mentre restano ancora chiuse le porte di Marocco, Algeria e Libano.

«Con il ministro Martina ho rapporti molto cordiali, il quale evidentemente di fronte a esigenze del governo agisce come, appunto, membro del governo. Dopodichè io non ho davvero nulla da contestare al Ministero delle Politiche agricole, che sta facendo il suo lavoro, come io faccio il mio». Lo ha riferito il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al termine della conferenza Stato-Regioni in merito alla vicenda Xylella. «Quindi, anche se in questo momento ho posizioni contrapposte, non ho nulla da eccepire circa le modalità istituzionalmente ineccepibili con cui il ministro si è mosso», ha concluso Emiliano.

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