Sabato 19 Gennaio 2019 | 06:53

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di ONOFRIO BRUNO 
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ALTAMURA - E’ un Natale poco sereno per i lavoratori Natuzzi del dismesso stabilimento di Ginosa. In gran parte sono di Altamura e di Santeramo. Le loro voci sono risuonate presso il Palazzo Marchesale a Santeramo nel corso di un incontro organizzato dal Movimento Noi con Salvini. Sono 365, con prospettive molto incerte ed un presente che si chiama cassa integrazione a zero ore. Un passo indietro. Lo scorso 14 ottobre al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali è stato sottoscritto un accordo tra la Natuzzi e le organizzazioni sindacali sul futuro dei lavoratori dello stabilimento ginosino. Questa fabbrica ha cessato del tutto le produzioni. L’accordo ha previsto la cassa integrazione straordinaria (cigs) di un anno per gli operai della fabbrica e la ricollocazione in stabilimenti del gruppo per altre cento con contratti di solidarietà.
Nei giorni scorsi in un incontro tra Natuzzi e sindacati sono state individuate alcune misure: ricollocazione presso altre aziende con un bonus di 5mila euro ed incentivo fino a 40mila euro per la mobilità senza opposizione.

Sono misure che non piacciono. E Vito Miglionico, operaio altamurano, si è fatto portavoce di questo folto gruppo di lavoratori durante l’incontro dell’altra sera. «Non siamo stati minimamente tutelati - sostiene - perché queste misure non risolvono la nostra situazione che è molto precaria. Siamo i lavoratori “parcheggiati” di uno stabilimento dismesso. Finora abbiamo ascoltato tante parole ma ci sentiamo presi in giro, anzi si stanno compiendo delle ingiustizie con diversità di trattamento fra operai. Il contratto di solidarietà - aggiunge - è stato votato per tutti coloro che lavorano nell’azienda e quindi la solidarietà deve essere garantita a tutti».

Un’ipotesi in campo, dopo i lauti finanziamenti milionari pubblici, è di costituire delle «newco» (new companies, nuove società) per assorbire la forza lavoro. Anche su questo c’è l’altolà. «Non ci piace questa soluzione - aggiunge Miglionico - e con le attuali leggi ci sentiamo garantiti soltanto se viene rispettato il contratto che ci tutela».
Sul «buio pesto» si è soffermato il movimento di Matteo Salvini. Il coordinatore regionale di NcS, Rossano Sasso, ha invitato alla mobilitazione, senza aspettare altre promesse. Di sostegno ai tanti operai le dichiarazioni del segretario locale Fabio Bagnulo e del consigliere comunale Giovanni Riviello. Presenza d’eccezione il responsabile economico del movimento di Salvini, Armando Siri. «Stiamo prendendo a cuore la questione - ha affermato - e sicuramente seguiremo gli sviluppi del prossimo incontro della cabina di regia. Inoltre presenteremo un’interpellanza per andare in fondo».

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