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Il tribunale di Bari è fuorilegge «Stop udienze» «È desolante. Ma non cambierà nulla»

di NINNI PERCHIAZZI
Il tribunale di Bari è fuorilegge «Stop udienze» «È desolante. Ma non cambierà nulla»
di NINNI PERCHIAZZI

BARI - Via Nazariantz, ci risiamo. Nel tribunale penale del capoluogo non si possono svolgere processi e udienze. O meglio non si potrebbero, perché non si può interrompere un pubblico servizio. Il Comune di Bari ha appena riavviato la procedura sanzionatoria a carico del Tribunale frutto dell’iter che ha visto la luce a marzo 2009, attraversando la burrasca tra carte bollate, contrapposizioni (tra amministrazione cittadina e commissione di manutenzione del Tribunale) e polemiche, per poi finire nel dimenticatoio. Fino a ieri.

L’INCONTRO - Si tratta di un atto dovuto e formale, destinato in realtà a spalancare le porte a nuove e più idonee soluzioni all’edilizia giudiziaria dopo anni di stasi. Sullo sfondo infatti, c’è l’imminente incontro (forse in programma il 17 dicembre) tra Comune, commissione di Manutenzione, agenzia del Demanio, prefetto, presidente del Tribunale, Procuratore capo e ministero di Giustizia per definire una volta per tutte la questione dell’edilizia giudiziaria cittadina che a breve potrebbe trovare una soluzione definitiva nell’ubicazione sul suolo delle ex casermette, a Carrassi.

ATTO DOVUTO - Palazzo di Città torna pertanto a contestare l’er rata destinazione urbanistica dell’immobile di proprietà dell’Inail, rispetto al suo effettivo utilizzo. Il titolo edilizio rilasciato prevede che il palazzo sia su u n’area di «servizi per la residenza», mentre una parte delle attività svolte al suo interno (udienze e dibattimenti) sono da catalogare tra i «servizi di rango urbano». Una difformità che si traduce nel reato di abuso edilizio, la cui sanzione è peraltro l’abbattimento dell’immobile dichiarato abusivo. La situazione è peraltro figlia del processo del 2008, quando la Corte d’appello respinge le accuse di lottizzazione abusiva dell’immobile, sancendo una violazione che comporta il ripristino della destinazione d’uso. Ma torniamo ad oggi.

IL NUOVO ITER - La ripartizione Urbanistica ha fatto ripartire l’iter che di fatto non si è mai chiuso. L’ordinanza dirigenziale ribadisce quindi «l’inibizione e/o il divieto di svolgere attività dibattimentale presso l’immobile ubicato in Bari alla via Nazariantz 3». L’affermazione non fa altro che riproporre quanto asserito quasi 8 anni fa nel corso di un’au - dizione in commissione Urbanistica dell’allora capo dell’Avvocatura comunale, Renato Verna: ovvero, oggi come allora «i processi penali vengono celebrati in violazione della legge ».

STRATEGIA - Nulla però, avviene per caso. Quindi, da un lato torna a galla l’inadeguatezza anche formale di parte degli edifici di via Nazariantz (mentre sulla parte a norma degli stessi sono previsti a breve ulteriori controlli di staticità), dall’altra acquisisce sempre maggiore consistenza il progetto del polo giudiziario da sottoporre all’attenzione del ministero di Giustizia, ma già forti di studi di fattibilità e di cessione delle aree delle caserme Capozzi e Milano da parte del Demanio. Nelle more sarà necessario trovare una soluzione per le aule di via Nazariantz. Due le ipotesi al vaglio: trovare una sede alternativa (strada già imboccata dall’amministrazione Emiliano qualche anno fa addirittura con una mini ricerca di mercato, ma poi bloccata) oppure procedere ad una variante urbanistica che sani l’irregolarità (in tal caso si dovrà passare dal consiglio comunale). Ma dopo il tavolo tecnico con tutti i soggetti interessati sarà tutto più chiaro.

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