Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 06:30

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Omicidio Midio a Bari restano in carcere i tre rei confessi

Omicidio Midio a Bari restano in carcere i tre rei confessi
BARI – Restano in carcere i tre responsabili, rei confessi, dell’omicidio di Cristian Midio, il 21enne ammazzato a Bari in via Giulio Petroni il 3 novembre scorso. Il gip Giovanni Abbattista ha convalidato i fermi di Giuseppe Simeone e Danilo Siciliani e non ha invece convalidato quello nei confronti di Nicola Angiola. Nei confronti di tutti e tre il giudice, su richiesta della Procura Antimafia di Bari, ha emesso una misura cautelare in carcere per il reato di omicidio volontario con l’aggravante del metodo mafioso, escludendo la premeditazione.

Stando alle indagini della Squadra Mobile e del Gico della Guardia di Finanza, coordinate dai pm Roberto Rossi e Giuseppe Dentamaro e confermate negli interrogatori dai tre sospettati, il pluripregiudicato Simeone che avrebbe ordinato l’assassinio e fornito l’arma ai sicari, Angiola avrebbe guidato la moto che ha condotto i due killer sul luogo dell’omicidio e a fare fuoco sarebbe stato Siciliani.

I primi due, ora collaboratori di giustizia, sono stati arrestati una settimana fa. Siciliani si è invece costituito in Procura dopo cinque giorni di latitanza.  L'omicidio rientrerebbe nella guerra fra i clan locali per il controllo dei traffici illeciti delle estorsioni e della droga sul quartiere Carrassi di Bari, ma sarebbe stato pianificato dopo un affronto alla moglie incinta di Simeone, colpita da un calcio alla pancia da una donna vicina al gruppo criminale rivale.

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