Sabato 19 Gennaio 2019 | 04:04

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BARI – Un accertamento irripetibile sul telefonino di Roberto Perilli, l’agente immobiliare in carcere da venerdì scorso con l’accusa di aver ucciso il collega Giuseppe Sciannimanico, è stato disposto dalla Procura di Bari. Il conferimento di incarico è fissato per il prossimo 13 novembre. Gli inquirenti cercano risposte sui contatti di Perilli con il presunto esecutore materiale del delitto, Luigi Di Gioia, anche lui in carcere.

Stando alla ricostruzione fatta dagli investigatori, confermata dai primi accertamenti sulle celle telefoniche e sulle telecamere di videosorveglianza vicino il luogo del delitto, Perilli e Di Gioia si sarebbero recati insieme con l'auto di Perilli all’appuntamento con Sciannimanico, tendendogli una trappola con il falso nome di un possibile acquirente di un immobile. Di Gioia sarebbe quindi sceso dalla macchina, avrebbe raggiunto Sciannimanico freddandolo con due colpi di pistola. Movente del delitto sarebbe la nuova attività imprenditoriale che la vittima stava avviando sul quartiere Japigia, una agenzia immobiliare Tecnocasa a pochi isolati da quella di Perilli, che avrebbe potuto compromettere i suoi affari.

Al setaccio degli uomini della Squadra Mobile, coordinati dal pm Francesco Bretone, ci sono però anche le sospette frequentazioni di Perilli documentate in un’altra indagine dell’Antimafia di Bari. Dagli accertamenti della Dda sarebbero emersi infatti contatti risalenti ad alcuni mesi fa tra Perilli e alcuni esponenti del clan mafioso Palermiti di Bari. Il lavoro degli inquirenti si starebbe quindi concentrando su possibili collegamenti tra Perilli e la criminalità organizzata locale.

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