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BARI – La Procura Generale presso la Corte di Appello di Bari ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado (condanna a 1 anno di reclusione per favoreggiamento della prostituzione) nei confronti dell’avvocato fasanese Salvatore Castellaneta, imputato nel processo stralcio sulle escort portate da Gianpaolo Tarantini nelle residenze dell’ex premier Silvio Berlusconi.

A Castellaneta, processato con rito abbreviato, vengono contestati due episodi risalenti all’autunno 2008 in cui sarebbero state coinvolte due ragazze, Grazia Capone, nota alle cronache come "l'Angelina Jolie di Bari", e Lucia Rossini, nota per essersi fotografata assieme a Barbara Montereale in uno dei bagni di palazzo Grazioli. Castellaneta era accusato insieme con Giampaolo Tarantini, Massimiliano Verdoscia e il pr milanese Peter Faraone anche di associazione per delinquere ma da questo reato era già stato assolto in primo grado dal gup del Tribunale di Bari Ambrogio Marrone.

La sentenza di secondo grado per Castellaneta sarà emessa il 19 novembre, quando invece sarà già nota – l'udienza è fissata venerdì 13 – quella nei confronti degli altri sette imputati che non hanno scelto riti alternativi, fra cui Tarantini e Sabina Beganovic, che rischiano condanne fino a 8 anni di reclusione.

Nelle motivazioni della sentenza di primo grado nei confronti di Castellaneta, il giudice scriveva che Gianpaolo Tarantini, "finanziatore del complesso meccanismo associativo", "aveva costruito una rete di collaboratori i quali, per motivi di interessi vari, si prestavano a reclutare ragazze disponibili alla prostituzione o vere e proprie professioniste del sesso, che offrivano il proprio corpo ai clienti procurati da Tarantini", ma a quelle iniziative Castellaneta "partecipava solo occasionalmente".

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