Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 17:10

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Giustizia, da Bari best practice per ridurre i tempi del civile

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ALESSANDRO BOCCIA
BARI - Arriva da un giudice materano una proposta concreta per ridurre i tempi della giustizia civile. Lei si chiama Mirella Delia e dal 2008 è magistrato referente presso l’articolazione di Modugno, nel Tribunale di Bari. Si occupa del settore civilistico ed è recentemente intervenuta nel corso dei lavori dell’ultimo congresso dell’Associazione nazionale magistrati a Bari per presentare il protocollo della best practice conciliativa. «È un’iniziativa nata nel mio ufficio - spiega la Delia - e dettata dall’esigenza di pianificare il lavoro secondo i canoni del cosiddetto «giusto processo». Ho ritenuto di creare un protocollo che unisce fra loro la cosiddetta «metodologia Strasburgo» per la ragionevole durata del processo, una buona prassi conciliativa e l’ufficio del processo, valorizzando la presenza oggi nei nostri uffici di giovani laureati stagisti del cosiddetto decreto del fare». Ma in cosa consiste concretamente questa buona prassi conciliativa? «Spesso - spiega Delia - ho indirizzato le parti in udienza, secondo uno schema di ordinanza pilota, ad un percorso conciliativo condotto, in qualunque fase del processo e prima della decisione, con una breve discussione sui punti più importanti del loro conflitto. Il percorso continua poi fuori dalle aule d’udienza, approfittando di una rapida scansione temporale, e perciò permette alle parti di cercare la definizione bonaria della controversia, con l’ausilio dei loro avvocati, scambiandosi fax, contenenti proposte, offerte e controproposte».

Per consentire che il progetto della Delia produca i benefici sperati si è pensato di mettere in piedi una banca dati dei verbali di conciliazione liberamente consultabile sui siti internet sia del Tribunale che della Corte d’Appello di Bari, attraverso il link buone prassi, ove è pure scaricabile lo stesso protocollo, che contiene le linee guida. «Chiunque sia interessato a redigere un negozio transattivo o conciliativo - evidenzia il giudice - può servirsi della banca dati, e con una modalità di consultazione veloce, rintracciare quanto serva in base alla materia oggetto d’interesse, con una ricerca a semplice portata di click».

La banca dati è stata autorizzata ad aprile scorso dal presidente del Tribunale di Bari, ed avallata dalla giunta distrettuale dell’Associazione nazionale magistrati, ed oggi ha ottenuto il riconoscimento più ampio mediante l’inserimento fra le best practices nazionali.

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