Giovedì 17 Gennaio 2019 | 01:10

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BARI – Il Tribunale di Bari ha condannato l'ex direttore generale della Asl di Bari Lea Cosentino alla pena di tre anni e tre mesi di reclusione per i reati di peculato e falso relativi alla cosiddetta 'spy-story', la bonifica degli uffici della Asl da eventuali microspie voluta - secondo la magistratura barese – dall’allora dg. Condannati per peculato anche gli altri due imputati coinvolti nella vicenda delle microspie, l’ex capo area della Gestione Patrimonio dell’Asl di Bari Antonio Colella (due anni e tre mesi di reclusione) e l’investigatore privato Antonio Coscia (tre anni e 4 mesi di reclusione).

Nel processo la Procura di Bari contestava anche presunte irregolarità nella selezione per un posto da primario di Allergologia nell’Ospedale di Altamura (Bari), vinto dal dottor Eustacchio Nettis. Per questa vicenda è stato condannato ad un anno e quattro mesi di reclusione (pena sospesa) per il reato di falso l’ex direttore sanitario della Asl di Bari Giuseppe Lonardelli, che dovrà anche risarcire la dottoressa Maria Teresa Ventura, parte civile nel processo. I quattro imputati sono stati inoltre condannati al risarcimento dei danni nei confronti della Regione Puglia, da quantificarsi in un processo civile.

I giudici hanno assolto da tutte le accuse gli altri cinque imputati, per i quali la stessa Procura aveva chiesto l'assoluzione: il dirigente dell’ufficio legale della Asl di Bari Leonardo Digirolamo, l’allergologo Eustachio Nettis, i primari dei reparti di Allergologia degli ospedali di Caserta e Civitanova Marche, Agostino Cirillo e Stefano Pucci, e il funzionario della Asl di Altamura Vito Modesto Mastrangelo.

"Il tempo ancora una volta è stato galantuomo – ha dichiarato il difensore di Nettis, l’avvocato Francesco Paolo Sisto – e oggi, a distanza di anni, il dottore viene dichiarato estraneo a fatti per i quali all’epoca fu del tutto ingiustamente arrestato". Nel gennaio 2010, infatti, su richiesta della Procura, venne eseguita una misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di cinque indagati. Oltre a Cosentino, Coscia e Lonardelli, oggi condannati per quei fatti, le misure furono notificate a Digirolamo e Nettis, oggi assolti.

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