Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 22:06

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di Ninni Perchiazzi

BARI - Alcune sere, non è raro sentire deflagare botti e fuochi d’artificio spesso provenienti da quartieri popolari. Facile pensare ad un santo da celebrare o ad una festa da strada. Invece si tratta dell’incivile vezzo di «onorare» il presunto boss, la figura criminale o il capo malavitoso appena uscito di prigione. Manifestazioni che stanno alla stessa stregua di matrimoni e funerali in pompa magna, accompagnati da carrozze trainate cavalli e altre «onorificenze» del genere.

Eppure l’indegna usanza è vietatissima, tant’è che il sindaco Antonio Decaro, appena insediato poco più di un anno fa, ha prodotto un’ordinanza sulla materia ancora più stringente. Il problema, però è farla rispettare. Così i festeggiamenti pirotecnici per le scarcerazione cosiddette eccellenti continuano ad essere la normalità, specie nei quartieri caldi sulla mappa criminale cittadina.

Così il ritorno a casa dopo 14 anni di carcere di Lorenzo Caldarola non ha fatto eccezione. Il pregiudicato, detto Lorenzo «a’volo», è considerato dagli investigatori una specie di proconsole della famiglia malavitosa degli Strisciuglio. Botti, spari, fuochi d’artificio hanno illuminato il cielo del quartiere Libertà nemmeno fosse la festa del santo patrono.

Il primo cittadino davvero non ha gradito. «Non ero a conoscenza dell'episodio dell'altra sera - rivela alquanto seccato -, in ogni caso chiederò ulteriori e maggiori controlli. Normalmente quando so di queste manifestazioni informo il comandante della Polizia municipale e il questore affinché intervengano».

D’altronde l’affronto può sembrare ancora maggiore se si considera che l’ordinanza di divieto emessa dal Comune di Bari recentemente è stata citata e presa ad esempio nell’ultima relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia nazionale. «Certo non è facile prendere questi malviventi quando fanno bravate simili. Se riesci a beccarli subito è bene altrimenti individuarli diventa un problema», dice il primo cittadino, che poi si affida ad una considerazione: «Purtroppo questi come altri episodi hanno un valore simbolico negativo per la città - dice -. Penso alle mega macchine utilizzate per le comunioni dei bambini o per i matrimoni di certe famiglie. A maggior ragione è necessario intervenire per stroncare sul nascere tali tipi di fenomeno».

«Il motivo è chiaro», incalza il sindaco nel rafforzare le motivazioni della sua presa di posizione. «Queste manifestazioni sono segnali di predominio sul territorio che noi abbiamo il dovere di controllare e allo stesso tempo cancellare», aggiunge.

E conclude: «La vita della comunità è spesso legata a simboli a volte negativi. Questi sono simboli che dobbiamo cancellare».

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