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A Bari il botta e risposta tra ministro e magistrati

A Bari il botta e risposta tra ministro e magistrati
(di Sandra Fischetti)

 BARI, 24 OTT – E' ancora tensione tra governo e magistrati, anche se nessuna delle due parti in causa vuole parlare di scontro: non lo fa nè il ministro della Giustizia Andrea Orlando, oggi ospite del congresso dell’Associazione nazionale magistrati; e non lo fanno neppure le toghe. Ma le distanze restano.

 All’esecutivo non sono andati giù i giudizi critici del presidente dell’Anm Rodolfo Sabelli che ieri aveva parlato di interventi troppo timidi sulla corruzione, di un’attenzione eccessiva al tema delle intercettazioni piuttosto che alla lotta alla mafia, oltre a denunciare una strategia di delegittimazione nei confronti temi della magistratura. Un malumore che viene esplicitato senza giri di parole dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano: "Credo che ci voglia coraggio e una certa faccia per attaccare questo governo. Invece dell’autocritica, per quanto successo a Palermo, arrivano gli attacchi", dice, alludendo all’inchiesta che ha coinvolto diversi magistrati delle misure di prevenzione del tribunale siciliano. A breve distanza è Orlando a spiegare i toni alti delle toghe con il "tentativo di tenere insieme la magistratura in un momento in cui ci sono scontri significativi al suo interno".

Ma i vertici del sindacato delle toghe non ci stanno: "la magistratura è unita" e "spiace che si pensi che si voglia sottrarre con le polemiche alla riflessione su quanto accaduto a Palermo", rispondono ai due ministri. E mentre dicono di non volere lo scontro ribadiscono le loro critiche, facendo notare che sulla corruzione la stessa politica sta dando loro ragione, rivedendo la legge Severino.

E' poi il ministro della Giustizia, al loro stesso Congresso, a rispondere punto per punto alle critiche delle toghe. Sabelli lo accoglie con una battuta, rassicurandolo che non si trova "nella fossa dei leoni" e garantendo che da parte delle toghe non ci sono "attacchi frontali", ma "critiche costruttive". "L'Anm è un interlocutore essenziale per me e per il governo" gli replica Orlando, che difende però, deciso, quanto fatto dal governo: "sulla corruzione abbiamo fatto tutto quello che ci chiedeva l’Ocse"; le critiche sul troppo peso dato alle intercettazioni sono "destituite di ogni fondamento", la lotta alla mafia non è stata affatto "indebolita" e la legge sulla responsabilità civile non è affatto una reazione punitiva della politica messa sotto tiro dalle inchieste ma un intervento "equilibrato". Quanto alle delegittimazioni, il Guardasigilli invita i magistrati a non pensare che chi critica il funzionamento della giustizia sia un loro "nemico" e soprattutto ad essere aperti al cambiamento. Sabelli lo ringrazia per la "disponibilità al confronto", ma l’unico applauso finale che il congresso riserva al ministro, dà il segno di un clima ancora difficile; e fa capire che non è servito il tentativo di mediazione portato avanti dal vice presidente del Csm Giovanni Legnini.

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