Domenica 20 Gennaio 2019 | 15:58

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BARI - "Quattro scuole pugliesi hanno rifiutato un ragazzo perchè figlio di un boss in carcere, altro che accoglienza. Come si può pensare di chiudere la scuola a chi probabilmente ha bisogno più di altri di spazi di condivisione positivi?". Lo ha detto il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, durante una conferenza del progetto educativo antimafia organizzata dal centro Pio La Torre a Palermo.

Il sottosegretario ha fatto riferimento al caso del 7 ottobre scorso, quando quattro scuole medie di Bari avevano negato l'iscrizione al figlio di un presunto boss. "Questo ragazzo – ha aggiunto Faraone – ha bisogno di veri luoghi di educazione, di formazione civile, che lo tengano lontano da modelli criminali. Se la scuola non lavora per superare tutto questo, se la società tutta non si adopera per superare questi preconcetti non andiamo da nessuna parte".
Faraone ha poi ricordato un altro episodio di discriminazione avvenuto in una scuola di Napoli dove "alcuni genitori hanno chiesto di non iscrivere gli alunni per l’eccessiva presenza di disabili e immigrati, poichè la loro presenza avrebbe rallentato l'apprendimento generale".

"Purtroppo per troppi anni si è pensato che il diventare cittadini riguardasse esclusivamente le istituzioni e il diventare studenti la scuola – ha detto Faraone - Per fortuna la scuola ha fatto tanti passi avanti nella lotta al l’inclusione e all’integrazione".

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