Martedì 22 Gennaio 2019 | 07:48

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BITONTO - La tregua è rotta e si torna a sparare. Ieri, poco dopo le 20, diciassette colpi calibro 7.65 sono stati esplosi in via Pietro Nenni, nella zona del circolo tennis, nel cuore della 167. Bersaglio Giuseppe Antuofermo, 27 anni, pluripregiudicato, pare amico e sodale di Mimmo Conte, ritenuto al vertice dell’omonimo gruppo criminale. L’uomo è miracolosamente sfuggito all’inseguimento e all’agguato ed è attualmente ricoverato all’ospedale San Paolo di Bari. Avrebbe riportato ferite non gravi ad un gluteo e all’inguine. Sul caso indagano gli uomini della Polizia, giunti sul posto dopo le telefonate anonime e allarmatissime di diversi residenti della zona. Presenti anche i Carabinieri della vicina Stazione.

Secondo la ricostruzione dei fatti fornita dagli agenti del commissariato, Antuofermo era a bordo del suo scooter, viaggiava a velocità sostenuta su via Nenni, in controsenso, dalla chiesa del Crocifisso verso l’istituto tecnico commerciale «Vitale Giordano». Di sicuro era inseguito, forse da un’auto, forse uno scooter, il che spiegherebbe l’alta velocità e la necessità di imboccare contromano la strada.
I sicari hanno cominciato a fare fuoco a metà della via, quasi sicuramente imbracciando una mitraglietta. La vittima ha schivato quasi tutte le 17 pallottole, i cui bossoli sono stati recuperati sull'asfalto, svoltando a sinistra e trovando poi riparo nel garage condominiale al civico 57 C. Qui è finita la corsa, qui sono state trovate alcune macchine di sangue, quasi certamente della vittima.

Ancora da chiarire, invece, come e in che circostanze Antuofermo è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo, da dove poi i medici hanno allertato le forze dell’ordine, denunciando le ferite di arma da fuoco. Secondo le indiscrezioni che arrivano dall’ospedale, sarebbe stato colpito di spalle nella parte bassa della schiena. Un colpo, in particolare, l’avrebbe raggiunto al gluteo, causando così la ferita all’inguine. Le indagini dei poliziotti partono oggi dalle immagini dei circuiti di sorveglianza della zona che potrebbero dare indicazioni più precise su chi ha sparato e quante persone sono state coinvolte nell’inseguimento.

Pur abbottonati, gli uomini delle forze dell’ordine non hanno dubbi: l’agguato, finalizzato a uccidere, rientra nella guerra di nervi e pallottole in corso da luglio all’interno del gruppo criminale che gestisce lo spaccio proprio nella zona 167. Antuofermo è sfuggito già una volta ad un analogo tentato omicidio. Il 2 luglio 2013, tre persone spararono al suo passaggio, in piazza Partigiani d’Italia.

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