Venerdì 18 Gennaio 2019 | 04:33

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Corniciaio ucciso e carbonizzato iniziato a Bari processo al suocero

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BARI – Con la costituzione delle parti civili è cominciato dinanzi alla Corte di assise di Bari il processo per l’omicidio del corniciaio 38enne di Valenzano Alessandro Leopardi. Unico imputato con le accuse di omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione e occultamento di cadavere è il suocero 68enne della vittima, Rocco Lagioia, in carcere per il delitto dal 14 novembre 2014. Tra i familiari di Leopardi parti civili del processo c'è anche la moglie, figlia dell’imputato.

Stando alle indagini dei carabinieri, coordinati dal pm Manfredi Dini Ciacci, Leopardi, scomparso da casa il primo ottobre 2014, sarebbe stato ucciso quella stessa mattina e poi il corpo bruciato e abbandonato in campagna alcune ore più tardi. Lì gli investigatori lo hanno ritrovato carbonizzato e ridotto in frammenti quattro giorni dopo. Su quei resti ossei, grandi come francobolli, sono stati eseguiti, su disposizione della Procura, gli accertamenti medico legali affidati al professor Francesco Introna per l’identificazione del corpo. A risalire al presunto autore del delitto le dichiarazioni di alcuni familiari e testimoni e soprattutto il contenuto di intercettazioni ambientali nell’auto di Lagioia, difeso dagli avvocati Massimo Leccese e Massimo Roberto Chiusolo, nelle quali si auto-accuserebbe del delitto.

Nella prima udienza i giudici hanno poi affidato ad un perito l'incarico per la trascrizione di altre intercettazioni ambientali, rinviando al prossimo 12 novembre l’ascolto dei primi testi, fra i quali il figlio dell’imputato.

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