Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 03:44

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NINNI PERCHIAZZI
BARI -«Se domani mattina il sindaco Decaro sblocca tutto, noi siamo pronti a cantierizzare creando centinaia e centinaia di posti di lavoro alla settimana». L'imprenditore di lungo corso, Pasquale Rafaschieri, come sua consuetudine, è diretto, chiaro al limite della crudezza.
«Secondo me, senza entrare troppo in inutili tecnicismi, è questa l'unica domanda da fare ad un imprenditore che aspetta da anni: “quanti posti di lavoro può creare lo sblocco dei cantieri”? Ebbene glielo dico io: tre-quattrocento posti di lavoro nel giro di una settimana sono garantiti per effetto di una eventuale cantierizzazione».

Rafaschieri aggiunge alla sua tesi anche un'altra valutazione. «Se come dicono i dati nazionali c'è un aumento dell'88% nella concessione dei mutui significa che il mercato non è asfittico, bensì è in progressione. Quindi stop alle perdite di tempo».

Si riferisce alla polemica Ance-Comune sul Pug?
«Non mi interessa. Io come i miei colleghi voglio solo lavorare. Aspetto, aspettiamo da troppo tempo. Siamo pronti a costruire palazzi e dare lavoro a centinaia di persone, per non parlare dell’indotto e dei servizi che si creerebbero attorno ai nostri cantieri. Basta vedere cosa è accaduto con la riqualificazione del San Paolo. Dopo le case sono venuti alberghi, negozi, banche, con gli annessi posti di lavoro. Questo è lo sviluppo».

Diceva degli effetti della cantierizzazione, ci fa un esempio?
«Facciamo l'esempio del cinema multisala che stiamo ultimando vicino all’aeroporto. Ci lavorano 50 persone al giorno e sono tutti giovani. Per non parlare dell'indotto. In questo modo e senza volerlo noi facciamo la politica al posto di chi la politica dovrebbe farla veramente».

Quali sono le altre aree cittadine in attesa di essere "liberate"?
«Tante. Il Tondo di Carbonara, le aree della riqualificazione del quartiere San Paolo, la lottizzazione Caffariello. Gli imprenditori sono tutti pronti, anche perché il mercato è in fermento. Coi tassi d'interesse così bassi, la gente preferisce comprar casa piuttosto che pagare una rata d'affitto pari a quella del mutuo».

Il documento programmatico preliminare (Dpp) è pronto da oltre un anno, ma per il Pug non sembra che si prospettino tempo celeri. Che ne pensa?
«Noi siamo rispettosi delle leggi, ma come detto non possiamo permetterci il lusso di aspettare la soluzione di una diatriba dialettica tutta ideologica tra l’Ance e l'amministrazione comunale. Al momento l'unico risultato è un pericoloso blocco di tutta l'attività edilizia».

Riuso e tutela del territorio sono i principi cardine del nuovo strumento urbanistico. Condivide?
«È assurdo dire che non si può costruire. Se tutto è a posto a livello procedurale l'amministrazione non può bloccarci. Vorrei parlare con il sindaco Decaro che è molto vicino al premier Renzi, un capo del governo che ci sta mettendo nelle condizioni di lavorare. Direi a Decaro che deve essere il primo a perseguire lo sviluppo proprio come il suo amico premier. E poi noi risolviamo un altro problema sotto l'aspetto occupazionale».

Si spieghi meglio?
«Noi, nei cantieri siamo gli unici a poter garantire lavoro per personale non qualificato. In questo modo contribuiamo a risolvere ciò che oggi rappresenta un dramma per molte persone impossibilitate a trovare altra occupazione. Ribadisco, la città deve sapere che il settore edile è pronto a dare centinaia e centinaia di posti di lavoro nell'immediato».

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