Giovedì 24 Gennaio 2019 | 03:46

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BARI - «Azioni che hanno svilito il settore della ricerca, impiego di risorse ministeriali, e quindi destinate alla ricerca, nel settore dell'assistenza "cosa assolutamente vietata”. L’unico filo conduttore che potrebbe “spiegare” le azioni del direttore dell’istituto Oncologico di Bari potrebbe essere una eventuale sua volontà di accorpare il Policlinico e l'Oncologico».

Sono i cardini della mozione-accusa illustrata dalla consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle, Antonella Laricchia. Mozione che ha sortito l’effetto di far convergere tutti i partiti rappresentati nel Consiglio regionale di Puglia, nella seduta di ieri, e quindi sostenere unanimemente la «sollecitazione», esplicitata dal presidente della giunta regionale, Michele Emiliano, in un lungo e severissimo intervento, alle dimissioni del Comitato di valutazione e dello stesso direttore generale dell’Irccs.

«L’Ircss Giovanni Paolo II - ha tra le altre cose spiegato Emiliano - è un’opportunità straordinaria, l’unico istituto di ricerca e cura in materia oncologica. Purtroppo, questo istituto, anche per varie questioni relative al passato, ha una perdita di esercizio molto grossa e soprattutto non ha ancora la piena fiducia dei cittadini pugliesi, che continuano ad andare fuori regione per curarsi. Probabilmente - ha continuato il presidente della giunta - l’insieme di questi elementi ha determinato una conflittualità interna molto forte e, per la prima volta nella storia politica della regione Puglia, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità, accogliendo anche la mia richiesta, un ordine del giorno con il quale ha invitato il Comitato di indirizzo e di vigilanza (Civ, ndr) e il direttore generale a dimissioni che consentano di rigovernare la situazione anche con il governo, perché questo istituto è cogestito da regione e governo. In questo modo noi ci auguriamo di poter riportare serenità e tranquillità soprattutto a chi in quel luogo non è interessato a sapere chi la spunta in una complessa vicenda politica o di carriera, ma soprattutto vuol essere curato. Questa è la mia responsabilità, il mio compito».

Il capogruppo di Oltre con Fitto, Ignazio Zullo ha chiesto di cogliere l’occasione per allargare la discussione a tutti gli Irccs pugliesi, evidenziando che non è possibile finanziare con 50 milioni l’anno l’Oncologico a fronte di 80-90 posti letto, laddove realtà molto più complesse come gli ospedali ecclesiastici possono disporre di budget in proporzione più limitati. Luigi Manca (Movimento Schittulli – Area Popolare) ha richiamato il dato dei 5000 pugliesi costretti ad andare fuori regione per curarsi. Il presidente delle III commissione Giuseppe Romano ha fatto dei distinguo, invitando a separare le questioni: «gli accorpamenti delle Unità operative complesse (UOC) dell’Irccs, ad esempio, hanno avuto luogo a seguito di determinazioni della Conferenza Stato Regioni nonché in attuazione del Piano di rientro. Ovviamente vanno affrontati i problemi della governance dell’istituto». Romano ha smentito con forza l’eventualità dell’accorpamento dell’Oncologico con il Policlinico, così come della fusione dello stesso con il «S. De Bellis» di Castellana Grotte. Smentita peraltro confermata dallo stesso Emiliano nel corso del suo intervento. (g. arm.)

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