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Uccise psichiatra a Bari è sospettato di un altro delitto

Uccise psichiatra a Bari è sospettato di un altro delitto
BARI - Vincenzo Poliseno, il 40enne barese condannato in primo grado a 30 anni di carcere per l’omicidio a Bari (4 settembre 2013) della psichiatra Paola Labriola (foto), è sospettato di un altro delitto. Con le stesse modalità, decine di coltellate, è stata uccisa il 15 dicembre 2010 a Zurigo una psichiatra 56enne, residente in Svizzera e di origini cilene. Nelle scorse settimane la Procura di Zurigo ha fatto pervenire a Bari una richiesta di rogatoria per il prelievo di un campione di dna su Poliseno, detenuto in carcere dal giorno dell’omicidio Labriola.

In questi anni la magistratura svizzera ha eseguito un vero e proprio test genetico di massa, avviando accertamenti su circa 300 uomini, tutti appartenenti alla cerchia dei conoscenti della vittima, sposata e con una figlia di 14 anni, trovata senza vita nel suo studio professionale a Zurigo. Nessuno di quei profili genetici, però, corrispondeva alle tracce di dna trovate sul luogo del delitto. Ora gli inquirenti svizzeri, a cinque anni dal delitto, chiedono di estendere quegli accertamenti ad altri soggetti. La loro attenzione si è concentrata quindi su Poliseno, che in quegli anni ha lavorato in Svizzera, sospettato anche sulla base delle modalità del delitto: decine di coltellate inferte sul corpo della vittima, anche in quel caso - come per l’omicidio Labriola – una psichiatra.
Poliseno, che si è dichiarato disponibile al prelievo del campione di dna, ha riferito tuttavia al suo difensore, l'avvocato Filippo Castellaneta, di non aver mai conosciuto quella donna e, soprattutto, di non essere stato a Zurigo in quel periodo perchè detenuto in Italia.

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