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NINNI PERCHIAZZI
BARI - Quante volte ci dimentichiamo nomi o cose che abbiamo sulla punta della lingua? Magari ne conosciamo esattamente la descrizione, ma il nome proprio non riusciamo a ricordarlo. Oppure dimentichiamo dove abbiamo messo l’auto, il telefono cellulare o le chiavi di casa? Numerose di tali omissioni sono frutto dello stress, della fretta, della vita frenetica che ormai ci fagocita sempre più o molto più semplicemente del fisiologico invecchiamento delle nostre cellule cerebrali, in altri casi però le «dimenticanze» possono essere sintomo di qualcosa di più serio.

Allora come scoprire se si è di fronte al naturale logorio del nostro organismo dovuto all’incedere del tempo oppure se si è alle prese coi primi sintomi di demenza senile o nel peggiore dei casi del terribile morbo di Alzheimer? Lunedì pomeriggio presso il Nicolaus hotel è in programma un incontro dibattito (a partire dalla 17,30) organizzato dalla fondazione Alzheimer Gianni Perilli onlus in occasione della XXII Giornata mondiale Alzheimer.

«Normale invecchiamento o malattia di Alzheimer?» è appunto il tema di quella che l’ideatore dell’iniziativa definisce una conferenza di sensibilizzazione. Gianni Perilli, sociologo, autore del «Dementia diary» - un vademecum per fornire un aiuto concreto e sostenere sia i pazienti di Alzheimer sia i familiari impegnati nelle cure dei propri cari, spesso costretti a vivere soli per anni e con forme di ausilio davvero limitate - spiega le sue intenzioni: «Sappiamo che circa il 40% di  persone con più di 65 anni riscontra qualche normale deficit di memoria - dice -. In assenza di patologie, nel naturale processo di invecchiamento, tale perdita di memoria è considerata assolutamente normale. Invece tali sintomi potrebbero essere il campanello d’allarme per alcune malattie del cervello come il morbo di Alzheimer oppure altre forme di demenza».

Perilli, barese doc, fa attualmente la spola tra la Puglia e New York, dove è responsabile di un progetto che prevede l’assistenza gratuita ai malati di Alzheimer e alle loro famiglie. Il professionista barese, ignorato in patria, ha invece trovato negli Usa importanti sostenitori - Peter W. Jones, fondatore della Food Bank , la più importante «no profit» americana per homeless e Susan Schnall (NY University) - che hanno scelto di sviluppare il Dementia Diary con la raccolta dei fondi anche al fine di preparare al meglio gli operatori sanitari. «Così si riducono i costi di assistenze ospedaliere ed emergenze evitabili, i familiari si ammalano meno di depressione, ictus e tumori, il paziente è più tutelato nella sua dignità e forse vede il rallentamento dei sintomi», dice ancora Perilli, che a Bari ha creato la fondazione per aiutare gratuitamente le famiglie colpite dalla malattia. Da un paio d’anni poi, in collaborazione con l’Università, ha dato vita ad un progetto che prevede l’assistenza domiciliare effettuata dagli studenti di medicina.

L’obiettivo della serata è informare la popolazione sulla reale differenza tra i normali segni di invecchiamento ed i primi sintomi dell’Alzheimer e di un’altra demenza. Differenze che saranno chiarite ai partecipanti dalla relazione del professor Giancarlo Logroscino, direttore del Dipartimento di ricerca clinica in Neurologia dell’Università degli studi di Bari «Aldo Moro».

L’evento è aperto a tutti (previa iscrizione) ed è «particolarmente indicato per  i medici di Medicina generale, i  parenti di malati di Alzheimer o altra demenza e le persone con più di 65 anni», precisa Perilli.il dibattitoL’incontro allo Sheraton sarà moderato dallo stesso Perilli. Come detto il relatore è il professor Logroscino. Seguiranno le domande dei partecipanti. Quindi (alle 19,15) sarà il professor Marcello Nardini, psichiatra, già direttore del dipartimento di Scienze neurologiche e psichiatriche (facoltà di Medicina e Chirurgia), Università di Bari, ad illustrare il progetto «Per una coppia di amici», sviluppato dal 2012 in partnership con la facoltà di Medicina e chirurgia e la fondazione Alzheimer Gianni Perilli. Quindi, la dottoressa Margherita Diana illustrerà la pubblicazione inerente il progetto stesso. Prima delle conclusioni saranno gli studenti a testimoniare l’esperienza maturata. La partecipazione è consentita previa iscrizione ed è gratuita.  Per informazioni chiamare il numero 393.8769299 o inviare una email con i propri dati a fagponlus@gmail.it 

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