Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 14:17

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Lascia barista dei politici: «Senza la mia dieta Emiliano è ingrassato»

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Per quindici anni ha servito tazzine di caffè e primi piatti a politici, assessori e sindaci.

«Ma Emiliano mi è rimasto nel cuore. Quell’omone che ti avvolgeva con un abbraccio».

Addio da ieri alla vecchia gestione del «Convivio» di corso Vittorio Emanuele, il bar punto di riferimento per gli uffici e i rappresentanti istituzionali di Comune e Prefettura.

A dare il suo particolare arrivederci – «non è un addio perché cercherò di ritornare in centro con una nuova attività» – la barista e cuoca Roberta Presti, accerchiata dalle sue inseparabili collaboratrici, Giovanna e Maddalena. La sua cucina innovativa, tutta biologica e naturale con ingredienti rigorosamente pugliesi e a chilometro zero, ha conquistato nel tempo anche l’ex sindaco di Bari Michele Emiliano, appassionato del gelato al gusto di cioccolato e pistacchio, realizzato senza latte ma con acqua.

«Con la mia cucina, a suon di insalate, verdure grigliate e carote da stuzzicare, negli ultimi due anni di mandato Emiliano riuscì a perdere 25 chili. Ora invece, da quando è presidente della Regione, mi pare che li abbia ripresi tutti. Forse – sorride - deve rivedere la sua dieta».

Insomma, la barista dietologa che dal suo bancone ne ha viste tante: manifestazioni, proteste, incontri politici, volti del piccolo e grande schermo, ma soprattutto loro, i tantissimi baresi.

«I fatti di cronaca che più mi hanno impressionato – racconta - sono stati la protesta delle donne di San Pio che si distesero sull’asfalto del corso per chiedere un alloggio popolare e l’uomo armato entrato nell’Urp del Comune, su via Roberto da Bari. Ricordo che la Polizia ci ordinò di restare chiuse nel bar».

Ma adesso cosa le mancherà di più?

«Mi mancheranno i miei clienti perché li facevo sentire a casa loro. Per me non era solo un bar, ma il salotto di casa mia. Ma mi mancheranno anche gli orologi».

La caratteristica del «Convivio» infatti non sono solo le grandi citazioni di Totò o di Vasco Rossi, ma la parete tappezzata di orologi con tutti i quartieri di Bari, ciascuno con il suo orario, quasi in una sorta di fuso orario tra capitali mondiali.

Roberta, prima di abbassare per l’ultima volta la saracinesca, riavvolge il nastro degli ultimi 15 anni di attività e spiega: «La crisi si è sentita, nei bar i consumi sono calati del 40 per cento anche a causa della concorrenza spietata e spesso scorretta. Molti spesso puntano erroneamente sulla quantità e non sulla qualità. Bisogna investire sulla nostra enogastronomia locale. Perché offrire al cliente il classico panino superfarcito e non magari un bel piatto di rape condite o una focaccia casereccia a lievitazione naturale?».

[Fra. Petr.]

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