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Puglia, salvagente supplenze slitta l’esodo di mille docenti Basilicata: «Al Nord? Non se ne parla»

Puglia, salvagente supplenze slitta l’esodo di mille docenti Basilicata: «Al Nord? Non se ne parla»
di Mimmo Giotta

BARI - Dopo tanta attesa e tanto batticuore sono stati circa 1000 i docenti pugliesi che hanno ricevuto la scorsa notte la mail che li nominava in ruolo a tanta distanza da casa. Si tratta di docenti di sostegno, la maggior parte della scuola dell’infanzia e della scuola media, che entro l’11 settembre dovranno dire sì o no alla proposta di assunzione nel centro nord. In proporzione un bel 10% rispetto ai 10.000 posti assegnati nella fase B (da tener presente oltre 6.000 cattedre non sono state assegnate per mancanza di docenti). Sicilia, Campania, Puglia e Calabria le regioni più colpite dalla mobilità.

L’aver avuto punteggi alti e l’abilitazione al sostegno sono stati elementi determinanti per portare al nord i docenti meridionali. Altri seguiranno la stessa sorte a Novembre. Orientativamente potrebbero essere 4.0005.000 in Italia. In Puglia si attesterebbero sui 600 - 700. I posti a disposizione nella fase C nella nostra regione sono 4.040, a fronte di 6.000 domande giunte al Ministero.

Sollievo, rassegnazione, rabbia e qualche evviva per lo scampato pericolo, hanno caratterizzato la notte passata per oltre 60.000 docenti italiani e meridionali in particolare. 7.000 hanno appreso che la nomina in ruolo avrebbe significato andare via da affetti e territorio. 2000, più fortunati, dovranno viaggiare all’interno della stessa regione o di quelle limitrofe per trovare la cattedra. Al momento nel decreto di nomina è stata infatti indicata solo la provincia in cui bisognerà prendere servizio. La sede verrà scelta il 14 settembre.

Dalla Puglia, che pure aveva messo a disposizione per la fase B 291 posti (rimasti scoperti perché si trattava di cattedre di tedesco , spagnolo, scienze) alcuni docenti , soprattutto quelli della scuola dell’infanzia sono dunque stati trasferiti al centro Nord senza una logica dal computer del ministero . Clamoroso il caso di una docente precaria di 62 anni di Taranto assunta ad Ascoli Piceno. La mobilità, decisa dal punteggio e dalle preferenze su base nazionale costringerà tanti a trasferirsi da Bari a Genova, a Milano o a Bergamo. Il computer però , ha anche trasferito docenti del Nord al Sud, ovvero dalla provincia di Venezia a quella di Napoli. Scherzi della fase B.

Nella scuola, l’87% dei docenti è donna e ha famiglia. Conciliare il lavoro al nord, i figli e i genitori non sarà facile. Prenderanno servizio certamente, ma usufruiranno del congedo parentale, della 104 e di tutte le agevolazioni previste dalla legge. Dovranno poi sperare nella mobilità il prossimo anno. In loro soccorso arriveranno le supplenze, ben 2200, che da oggi saranno assegnate dagli Uffici Scolastici provinciali. Si comincia con il sostegno e poi si passa ai posti comuni. Una buona parte di quei mille docenti pugliesi che dovrebbe fare le valige potrebbe non farle almeno per un anno. Con punteggi alti in graduatoria la supplenza sarebbe assicurata e il trasferimento bloccato.

Duri i sindacati. Mimmo Pantaleo, segretario nazionale della Flc Cgil, contesta le dichiarazioni del ministro Giannini e ribadisce che «la Buona Scuola è iniqua dal punto di vista territoriale , non rispetta le persone che sono trattate come numeri ed esclude dalle immissioni in ruolo tanti aventi diritto, che potranno ricevere giustizia dalle aule dei tribunali». Da novembre poi altri 55.000 docenti avranno il ruolo nell’organico potenziato. Si tratta di circa sette insegnanti in più per ogni scuola, in una nuova fase che comporterà spostamenti e che porterà alla chiamata diretta del Preside e a contratti di tre anni. Come nella fase B la maggior parte dei docenti che non troveranno posto nella loro provincia si sposterà dalla Sicilia e dalla Campania verso il Nord, soprattutto verso la Lombardia e il Veneto. Alla fine della giostra però rimarranno almeno 15.000 le cattedre scoperte, che si aggiungeranno a quelle destinate al concorsone per quasi 100.000 posti che dovrebbe partire a dicembre.

La «Buona Scuola» ha visto le prime riunioni dei docenti proprio ieri. I presidi, a parte qualche eccezione, hanno preso tempo su comitato di valutazione e piano di offerta formativa. Bisognerà scegliere tra 16 aree tematiche che vanno dalle competenze linguistiche a quelle matematico-logiche, alla musica, alla cittadinanza attiva e democratica, alle discipline motorie, alle competenze digitali, all’alternanza scuola-lavoro. Una decisione importante che potrà significare la tanto agognata cattedra per docenti in graduatorie superaffollate, vedi docenti di diritto ed economia. L’ultima parola spetterà ai Presidi .Qualcuno ha preso alla lettera la legge ed ha chiesto ai docenti il curriculum, ma è stato subito fermato dai sindacati che vogliono vederci chiaro sulle richieste. La supplentite non finirà per questo anno , anzi aumenterà visto le tante cattedre vuote. Il contenzioso poi è destinato ad aumentare. Tanti saranno i ricorsi contro i trasferimenti, così come contro i poteri dei Presidi. L’autunno sarà ancora caldo e di qui al 15 settembre giorno di inizio dell’anno scolastico, contestazioni e iniziative clamorose non mancheranno.

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