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Bari, facoltà a numero chiuso ci sono sempre meno candidati

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di Luca Barile

BARI - Il calo di Medicina, comune a quasi tutto il resto d’Italia, è solo la punta dell’iceberg di un sistema che perde pezzi. I candidati ai test di accesso ai corsi di laurea a numero programmato, in Ateneo, quest’anno scarseggiano anche in altri settori.

Si va dal meno 18% registrato a Scienze della formazione primaria, per gli aspiranti insegnanti della scuola elementare, al quasi 24% di Veterinaria, che scende da 511 a 389 concorrenti.

La botta maggiore, però, la subisce Medicina in lingua inglese, il corso gemello di quello tradizionale in italiano, lanciato qualche anno fa per dare all’Università una dimensione più internazionale: gli studenti che si cimenteranno con il quiz scendono da 394 a 250, con una perdita del 36,5%.

A conti fatti, fra test in crescita ed altri invece in calo, il saldo complessivo è di 286 concorrenti in meno, rispetto al 2014.

Per le prove previste ora a settembre, i prenotati online che hanno completato la trafila, ossia pagato i 50 euro della quota di partecipazione, sono 12.417. Un anno fa erano 12.703. In realtà, andrebbero sottratti i 240 concorrenti del corso di laurea in Scienze del servizio sociale, quest’anno a numero chiuso e il solito Scienze della comunicazione, che con i suoi 191 prenotati, peraltro in crescita rispetto al 2014, non copre i posti disponibili. Entrambi i concorsi non si svolgeranno, per insufficienza di candidati, i quali saranno immatricolati tutti senza sostenere il quiz.

«Il calo delle immatricolazioni si avverte in tutte le università» commenta il rettore, Antonio Uricchio, in carica da novembre 2013 ed impegnato anche sul fronte del miglioramento di ricerca e didattica.

«In compenso – aggiunge Uricchio – abbiamo la percentuale più alta nel rapporto tra il numero di ammessi ed i partecipanti ai test: uno su sei ce la fa».

Intanto, è tutto pronto per mettere in moto la consueta macchina della sicurezza, inaugurata nel 2008 a seguito del noto scandalo dei test truccati l’anno precedente. Una delegazione incaricata dal rettore partirà oggi per Bologna, dove ha sede il consorzio Cineca che confeziona, distribuisce e poi corregge gli elaborati a risposta multipla. Si parte venerdì prossimo 4 settembre con le professioni sanitarie (Ostetricia, fisioterapia ed altri), ma tutti gli occhi sono puntati, come sempre, sul concorso di accesso ai corsi in Medicina e chirurgia e in Odontoiatria, che si terrà martedì 8 settembre, dove lo scorso anno fu scoperto che mancava un plico prima che iniziasse la prova. Scoppiò lo scandalo, fu aperta un’indagine ma ancora non è chiaro chi siano i responsabili e perché. Di certo, l’episodio ha fatto riaprire la polemica sul numero chiuso e le modalità con cui si svolge il test (una lotteria, in sintesi, sebbene stiano cercando di migliorarlo, aumentando il numero di domande disciplinari e diminuendo quelle logico-generali).

Il presidente della Scuola di Medicina, Paolo Livrea, ha dichiarato che il calo degli aspiranti medici, al netto della crisi, è anche conseguenza del ricorso di massa che ne seguì. Settecento studenti, infatti, furono ammessi oltre il numero programmato, su ordinanza del Tar Lazio che ha riconosciuto valido il motivo principale del ricorso: a causa di un codice a barre facilmente decrittabile, applicato sui prestampati del test, fu violata la riservatezza dei concorrenti. Secondo Livrea, che ha dovuto fare i salti mortali per far fronte al sovraffollamento, quella situazione ha scoraggiato molti studenti.

Di sicuro, Medicina ha registrato un calo del 24%, a fronte di una media nazionale che si aggira intorno al 6%. Ne hanno beneficiato, probabilmente, i test per le professioni sanitarie, in aumento del 12% rispetto al 2014 (i candidati erano 3.685 e sono saliti a 4.117), e forse anche altri corsi dell’area scientifica (come Farmacia, Chimica e Biotecnologie), che hanno guadagnato oltre 400 candidati. In aumento, seppur di poco, risultano anche Scienze delle attività motorie e sportive, i corsi di agraria e Scienze dell’Educazione.

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