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ALTAMURA - Nel nome del pane, di Altamura e della Dop. Il Consorzio di tutela e valorizzazione lancia l’offensiva alle frodi commerciali che dilagano in Puglia e nel resto d’Italia. Informazione e promozione sono le parole chiave per contrastare le pratiche commerciali sleali che soffocano la Denominazione di origine protetta. Le indagini del Corpo forestale dello Stato hanno scoperchiato un «vaso di Pandora» conosciuto a tutti gli addetti ai lavori ma incontenibile per le dimensioni del fenomeno. L’ultimo e più eclatante caso ha riguardato una catena di supermercati (22 punti vendita in 4 regioni). Veniva venduto «Pane di Altamura» a 1,99 euro il chilogrammo, con pubblicità su mezzo milione di volantini.

Il pane proveniva effettivamente da Altamura ma qui è l’inghippo. Se non è Dop, nessun pane - anche se prodotto nei forni della «Leonessa di Puglia» - può utilizzare la Denominazione e deve limitarsi soltanto a una generica indicazione di pane di semola. Figurarsi ciò che avviene tutti i giorni nel resto d’Italia dove i controlli sono saltuari. In questi casi i consumatori non comprano nemmeno pane prodotto ad Altamura, con grave danno all’economia locale. Autentiche contraffazioni.

«Stiamo intervenendo con una campagna informativa e con una serie di strumenti che chiariranno definitivamente questo punto - dichiara il presidente del Consorzio di tutela, Gino Picerno -. La Denominazione “Pane di Altamura” è protetta e soltanto i produttori che rispettano il disciplinare approvato dalla Commissione europea possono utilizzarla. Abbiamo già messo on line il nuovo portale (www.panealtamuradop.it) dove sono specificati in modo analitico tutti i requisiti. Sul piano della promozione, inoltre - continua Picerno -, siamo stati a Expo Milano, riscontrando, come sempre, che il nostro prodotto è molto apprezzato».

Le attività in corso sono finanziate dalla Regione e si sta aggiungendo il Ministero delle Politiche agricole e forestali. Infatti il Consorzio si è allineato alle norme e, così, potrà anche intervenire direttamente contro le frodi. «Il 24 giugno scorso - sottolinea il direttore Pasquale Lorusso - abbiamo ottenuto il reinserimento nell’albo dei Consorzi tenuto presso il Ministero. Questo ci dà la possibilità di dare vita a tutta una serie di azioni, tra le quali l’attivazione di un ufficio legale. Inoltre, i consumatori diventeranno importanti con le loro segnalazioni».

Un altro strumento in fase di attivazione, infatti, è una «app» per smartphone in cui è possibile trovare tutti i punti vendita dove si vende il vero pane di Altamura. Sono in preparazione anche degli eventi. Il primo, la sera dell’8 settembre, è un cooking show, in abbinata con altri prodotti del territorio, in piazza Matteotti. All’inizio di ottobre si terranno gli «stati generali» della Dop. È fondamentale, ad ogni modo, che si incrementi la base produttiva. Devono essere di più i consorziati. Di recente, ci sono stati altri tre ingressi. Uno da Gravina. Infatti l’areale di produzione comprende Altamura, Gravina, Poggiorsini, Spinazzola e Minervino.

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