Giovedì 17 Gennaio 2019 | 15:41

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Gesto senza motivo
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Bitonto, mala scatenata terza sparatoria in strada

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ENRICA D'ACCIOO'
BITONTO (BARI) -Tre ogive per terra, un nuovo drammatico show di malavita in strada. Ieri sera, poco dopo le 22 le pistole hanno sparato ancora, in via Raffaele Gomez, fra la Villa comunale e la Basilica dei Santi Medici (distante circa 50 metri), all'altezza del civico 2 sotto i portici del complesso di case popolari, nota piazza di spaccio e residenza di facce note e meno note della criminalità cittadina.I Carabinieri sono giunti dopo la segnalazione di alcuni residenti che hanno riferito di alcuni colpi di pistola. Nel cortile interno, i militari hanno recuperato tre ogive.Nel frattempo sul posto sono arrivati gli uomini del Commissariato di Polizia e subito dopo la Scientifica da Bari e una unità cinofila con cani-poliziotto.

Le indagini sono partite al buio perché in strada il sistema di pubblica illuminazione era fuori uso, mentre dai balconi decine di famiglie assistevano ai rilievi sul luogo. Emergono intanto nuovi particolari sull'operazione che ha portato all'arresto di Giuseppe Rocco Cassano, 37enne bitontino, sorvegliato speciale, e alla denuncia di diverse altre facce note della criminalità locale. Era in corso un summit, presieduto direttamente dal boss armato, in un terreno incolto poco lontano da uno dei centri nevralgici per le attività criminali cittadine. Questo, riferiscono gli agenti del Commissariato, il contesto da cui è poi scaturito l’arresto di

Non solo, dunque, le manette al presunto boss ma anche un’azione di controllo e prevenzione nei confronti dei suoi uomini e sodali, ritenuti dalle forze dell’ordine, fra i protagonisti delle pistolettate che, da fine luglio, hanno terrorizzato la città. Gli uomini della Polizia di Stato, coordinati dal dirigente Marcello Stefanizzi, hanno infatti interrotto il rendez-vous, in corso in una radura, poco lontana da casa di Cassano.

Il 37enne aveva nei pantaloni una mitraglietta K1 Scorpion, di fabbricazione ceca, con relativo munizionamento: un caricatore rifornito di 18 cartucce, calibro 7.65, e un colpo in canna. Insieme a lui, diversi pregiudicati locali, poi denunciati. Cassano, trasferito in carcere a Bari, dovrà rispondere di detenzione e porto in luogo pubblico di arma clandestina.

Il quadro d’indagine ormai è chiaro: gli uomini, originariamente conglobati nel medesimo gruppo criminale «Conte-Cassano» sarebbero ormai in rotta. Di qui, la prima sventagliata di colpi, in via Berlinguer, il 29 luglio, poi la risposta, in via Saracino, il 17 agosto, e la contro-risposta, il giorno successivo, in via Carlo Rosa. Sabato 22 agosto, il primo, massiccio intervento delle forze dell’ordine, con un blitz coordinato dalla Questura, a cui hanno preso parte anche i Carabinieri e i militari della Guardia di finanza. Ma ieri sera ancora spari.

Dopo la prima raffica di perquisizioni, ha fatto seguito un’intesa attività info-investigativa e di prevenzione. I servizi straordinari di controllo, assicurano dal Commissariato, andranno avanti senza sosta.

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