Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 10:13

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«Sospetti sui guasti ai bus» Decaro va dal procuratore

di LUCA NATILE
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di LUCA NATILE

BARI - Alla vigilia di Ferragosto, il palazzo di via Nazariantz, sede della Procura, è quasi deserto. Il sindaco Antonio Decaro arriva poco dopo mezzogiorno. Sotto il braccio un grosso fascicolo. Dentro ci sono sunti, note, relazioni e copie di articoli di stampa che documentano un numero inquietante e comunque troppo alto di guasti meccanici e cedimenti strutturali che hanno colpito negli ultimi mesi gli autobus dell’Amtab. Un «santo rosario» che si compone di un numero non meglio precisato di «misteri dolorosi». Come quella giornata nera a fine aprile in cui 52 mezzi rimasero ai box in officina per guasti vari. Come l’autobus della linea 19 che, sbarcati gli ultimi passeggeri a Enziteto, in viaggio verso il capolinea mercoledì scorso ha perso una delle ruote posteriori mentre era in corsa. L'autista si è visto superare da uno dei suoi pneumatici. Come la corriera, anche questa della linea 19, che a fine giugno ha versato gasolio sull’asfalto di Piazza Moro, rendendolo scivoloso e provocando la caduta di una nonnina, finita in ospedale. Come il mistero doloroso dell’autobus della linea 12 che lo scorso 19 giugno in via Giovine è stato distrutto dal fuoco sul lungomare.

E come non citare il mistero del pannello pubblicitario posto al di sopra dei sedili dell’autobus della linea 53 che il 27 giugno (mese funestato da una sequela di fatti negativi da guinness dei primati) si è improvvisamente staccato, finendo sulla testa di una passeggera? E potremmo andare avanti pescando dal libro nero dell’Amtab ancora per molto. Una situazione ormai cronica per l'azienda di trasporto urbano a causa di un parco mezzi obsoleto e con oltre 25 anni di anzianità.

A recitare le dolorose litanie dell’Amtab, al cospetto del Procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, ieri mattina è stato Antonio Decaro, che ha ricostruito il calvario della municipalizzata, manifestando tutta la sua preoccupazione per una concatenazione di eventi che sollevano più di un dubbio sul fatto che dietro questa serie infinita di guasti ci possa essere unicamente il destino cinico e baro. In diversi casi, le macchine finite in avaria erano state ispezionate, controllate, revisionate secondo le procedure e il modello di gestione, organizzazione e controllo del parco veicoli.

«Quando un cerchione fissato non da uno ma da ben dieci bulloni si sfila, quando un pannello che dovrebbe essere saldamente ancorato alla parete improvvisamente e senza causa apparente si stacca qualche domanda bisogna pure porsela» ha detto Decaro uscendo dall’ufficio del capo della Procura dopo un’ora e mezzo di colloquio.
«Sono stato assalito dal dubbio e dal timore che dietro tutti questi eventi, possa esserci una precisa strategia di sabotaggio. Guasti ce ne sono sempre stati - ha aggiunto - ma da qualche tempo il loro numero pare essere improvvisamente aumentato nonostante l’attività di manutenzione non si sia mai fermata. Da figlio di ferroviere mi ricordo che mio padre mi diceva sempre che delle Ferrovie non bisogna mai parlare male. Non posso fare a meno di osservare che i guasti che si verificano all’Amtab vengono subito “documentati”, quasi si cercasse una eco mediatica. Per questa ragione ho creduto opportuno e necessario investire di quanto sta accadendo l’organo giudiziario. Il procuratore Volpe ha ascoltato con attenzione quello che avevo da dire e mi ha promesso che ogni attenzione verrà dedicata al caso. La prossima settimana depositerò un esposto denuncia e un dossier».

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