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Altamura, l'addio a Domi vittima della sala giochi

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 Circa 5000 persone hanno partecipato questo pomeriggio nello stadio "D’Angelo" di Altamura, in provincia di Bari, ai funerali di Domenico Martimucci, il calciatore del campionato dilettanti (militava nel Castellaneta), di 26 anni, vittima il 5 marzo scorso di un attentato esplosivo ai danni di una sala giochi nel quale aveva riportato gravissime ferite.
Il giovane, colpito dalle schegge degli infissi alla testa, è rimasto ricoverato in coma gravissimo nel Policlinico di Bari fino a fine luglio. Poi la famiglia ha deciso di portarlo in un centro specializzato di Innsbruck in Austria per tentare delle cure in grado di farlo risvegliare dal coma ma sabato 1 agosto le sue condizioni si sono aggravate ed è morto.
Alla fine un lungo applauso e un nugolo di palloncini lanciati verso il cielo, oltre agli slogan dei tifosi assiepati sugli spalti, hanno accompagnato la bara del giovane Domi, conosciuto nel mondo calcistico come 'piccolo Zidanè, nel suo viaggio verso il cimitero. Oggi il sindaco di Altamura Giacinto Forte ha proclamato il lutto cittadino mentre molti commercianti si sono fermati per onorare il 'leonè come è stato ribattezzato dai tifosi. "Un saluto vero a un
grande guerriero"; "Il tuo sorriso innocente rimarrà impresso nella nostra mente", questi alcuni striscioni issati nello stadio.
Il 19 giugno scorso i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Bari, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia, hanno arrestato tre persone: Mario Dambrosio, fratello del boss Bartolo ucciso nel 2010, ritenuto il mandante dell’attentato ai danni della giochi, il presunto esecutore materiale Savino Berardi, colui che avrebbe lasciato e fatto esplodere l’ordigno davanti a una vetrata del locale, nonostante all’interno era chiaro che ci fossero molte persone, e il presunto accompagnatore di quest’ultimo, Luciano Forte, che ha reso possibile con le sue dichiarazioni, insieme ad
altre indagini, la ricostruzione dell’attentato.
Nell’attentato sono rimasti feriti altri 7 giovani, due in modo serio. Ai funerali erano presenti il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il prefetto di Bari Carmela Pagano, il questore Antonio De Iesu, il comandante della Compagnia dei carabinieri di Altamura Nicola Abbasciano, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Papuli, diversi sindaci del territorio, le squadre al completo in cui aveva militato.
"Domenico - ha detto il vescovo della Diocesi di Altamura, monsignor Giovanni Ricchiuti nella sua omelia - è stato un dito coraggioso e vivace rivolto ai giovani in particolare di Altamura e agli uomini e alle donne impegnati in politica al servizio della convivenza civile e della legalità a vigilare perché nessuno osi mettere le mani sulla città. Dobbiamo sperare - ha aggiunto - che il martirio di Domenico sia di monito a cambiare vita per i responsabili di questo tragico evento, sia per i mandanti che per gli esecutori". 
L’accusa ipotizzata dal gip del Tribunale Vincenzo Pellecchia è di strage. Una quarta persona è stata arrestata perspaccio di droga. Sullo sfondo la lotta per il controllo del mercato del gioco d’azzardo e più in generale del settore delle sale da gioco e anche la volontà di esercitare il controllo del territorio da parte di Mario Dambrosio a sua volta vittima di un tentato omicidio nell’estate 2014.
"Oggi è il giorno in cui stiamo salutando Domenico in un’Altamura, una città straordinariamente civile, che si è raccolta in questo stadio davvero rendendomi orgoglio di essere presidente della Regione Puglia" ha detto Michele Emiliano alla fine. "Lo hanno fatto con compostezza, senza ira e senza desiderio di vendetta. Però è chiaro che quello che è accaduto è inaccettabile. La Regione Puglia si costituirà parte civile nel processo alle persone che sono indiziate di avere commesso questo reato. Lo seguiremo con attenzione. E soprattutto cercheremo di rendere omaggio alla città dopo questi eventi sostenendo tutte le azioni di antimafia sociale e di lotta all’illegalità come ha chiesto padre Nunzio, il parroco che ha seguito la famiglia di Domenico sin da piccolo".

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