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I lunghi viaggi dell’ex manager di Acquedotto Pugliese

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BARI - Dopo gli oltre 200mila euro addebitati alla società per la casa e l’arredamento, Acquedotto Pugliese chiederà a Ivo Monteforte anche altri 137mila euro: soldi che l’ex manager avrebbe fatto spendere per le trasferte con autista tra Bari, Genova e Pesaro. Nella prima assemblea dei soci dell’era Emiliano (il governatore ha partecipato alla riunione insieme al capo di gabinetto Claudio Stefanazzi), la Regione ha infatti esteso l’azione di responsabilità già avviata nei confronti dell’ingegnere che ha guidato Aqp fino a novembre 2012.

Una relazione di audit datata 8 giugno ha infatti passato al setaccio i viaggi e le trasferte che Monteforte ha effettuato con l’auto aziendale, una Audi A6 station wagon la cui rata di noleggio si aggirava sui 2mila euro al mese. L’ispezione ha trovato traccia di numerose trasferte Bari-Genova e Bari-Pesaro (la città di residenza del manager) effettuate nel weekend, con ritorno il lunedì o il martedì mattina. Trasferte in cui Monteforte viaggiava con l’autista, un dipendente Aqp che a volte veniva fatto soggiornare in loco, altre volte tornava a Bari per poi risalire due-tre giorni dopo. E quindi ai costi di carburante e autostrada va sommata anche la spesa per l’autista: in totale, in circa cinque anni, sono volati via 137.000 euro. Le spese, ha spiegato l’amministratore unico Nicola Costantino, sono state contestate a Monteforte per raccomandata senza ottenere risposta.

A marzo l’assemblea dei soci aveva già avviato l’azione di responsabilità per le spese di fitto e di arredamento di un appartamento da 250 metri quadrati nel quartiere Madonnella: 189mila euro in canoni di locazione, più 10mila euro di spese condominiali, 3.600 euro per le bollette ed altri 3.400 euro per la manutenzione, oltre alle spese di rappresentanza (viaggi, mobili, spesa giornaliera). Questo perché nella sede barese di Aqp c’è già una foresteria destinata all’amministratore unico, e nel contratto di Monteforte (che percepiva 191mila euro lordi l’anno, più circa 55mila come dirigente della controllata Pura Dep) c’erano già 15mila euro l’anno di rimborsi forfetari. Eppure ha ottenuto 9.578,28 euro per spese «non ricollegabili ad attività istituzionale» con la carta di credito aziendale e altri 19.932 euro per gli scontrini della spesa.

Ieri l’assemblea aveva all’ordine del giorno anche il piano di razionalizzazione della spesa. Aqp, cui è stata riconosciuta una condotta parsimoniosa, dovrà impegnarsi a contenere la spesa del personale (in particolare quella dei dirigenti) prendendo come riferimento altre aziende del settore di dimensioni simili: Emiliano ha comunque constatato che negli ultimi due anni Aqp ha tagliato i compensi dei manager anche oltre il 20% imposto dalla legge. Via libera, infine, al premio di risultato (30mila euro) per l’amministratore unico Costantino e il direttore generale Nicola Di Donna, che nel corso del 2015 dovrà curare il completamento dei progetti degli impianti di depurazione per evitare che la Puglia venga sottoposta a procedura di infrazione comunitaria.

m.s.

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