Sabato 19 Gennaio 2019 | 08:56

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FRANCESCO PETRUZZELLI
BARI  - Il primo alloggio è stato consegnato ieri mattina nella Eleonora Duse di San Girolamo. A una famiglia costretta a dormire in auto, sotto un ponte della città. Ma nelle prossime settimane altri nuclei potrebbero essere sistemati in alcuni istituti scolastici, da Japigia al Libertà passando per Carbonara, perché sparita la figura dei custodi – soppiantati dai più moderni e infallibili sistemi di videosorveglianza – i vecchi alloggi di pertinenza rischiano di restare vuoti e abbandonati. Almeno laddove non ci sono progetti didattici per il riuso.

Le scuole baresi spalancano le porte all’emergenza sfratti: le ex case dei custodi che diventano alloggi per dare un tetto immediato (e temporaneo) a chi non può più aspettare. A stabilirlo è un’ordinanza del sindaco Antonio Decaro che nei giorni scorsi ha chiesto la disponibilità ai dirigenti scolastici di almeno sei istituti, tra scuole primarie e secondarie. Alcuni hanno obiettato chiedendo garanzie e misure concrete sulla sicurezza per evitare promiscuità - in vista del ritorno a settembre degli alunni in classe - altri invece hanno declinato l’invito ribadendo che, in mancanza di spazi adeguati, gli ex alloggi dei custodi diventeranno aule, biblioteche e laboratori. Quindi non ci sarebbe posto per una simile convivenza. Convivenza invece accolta dalla scuola media Duse di San Girolamo: tre vani della ex casa del custode da ieri sono stati affidati a un nucleo familiare composto da cinque persone, tre adulti e due minori.

Percorsi dedicati (indicati con le strisce rosse) e cancelli separati le garanzie messe in campo dai tecnici comunali per creare due distinti ambienti: da una parte le classi, dall’altra i nuovi vicini di casa. «Non potevamo dire di no. Anzi, i genitori dei miei alunni hanno già espresso la volontà di aiutare questa famiglia» spiega il dirigente scolastico Gerardo Marchitelli ricordando qualche aneddoto su quella unità immobiliare del suo istituto. «Qualcuno mi disse – ricorda – che una volta andato via il custode, era meglio riempire la casa di banchi, lavagne e sedie per evitare occupazioni abusive». E ieri mattina infatti gli operai hanno portato via una grande quantità di arredi per consentire l’ingresso dei nuovi inquilini.

A Palazzo di Città confermano la volontà di reperire altre strutture scolastiche abbandonate per dare una risposta temporanea alle famiglie senza un tetto. «Stiamo monitorando diverse strutture – spiega l’assessore all’Erp e al Patrimonio, Vincenzo Brandi – senza escludere gli impianti sportivi. Anche in questi casi la figura del custode non esiste più perché ci sono gli impianti di videosorveglianza. Per le scuole invece garantiremo ai dirigenti tutte le misure di sicurezza del caso per evitare facili allarmismi da parte delle famiglie degli alunni e per assicurare ingressi separati e senza alcun tipo di contatto».

Nelle scorse settimane il Comune ha fatto ricorso anche ai locali commerciali per dare una risposta all’emergenza-casa, ormai diventata insostenibile e ingestibile. Due famiglie hanno accettato la sistemazione in un’unità di via Davide Lopez al Libertà. «E i riscontri sono stati positivi. Nessun tipo di problema» assicura Brandi. «Mi piacerebbe – conclude – attivare anche dei protocolli d’intesa nelle scuole: dare la possibilità a questi inquilini di rendersi utili con piccoli lavoretti nella scuola, ma purtroppo c’è lo scoglio dell’alto costo delle polizze assicurative. Servirebbe qualche iniziativa da parte delle stesse compagnie».

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