Giovedì 24 Gennaio 2019 | 02:54

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 BARI – Proprio nei giorni in cui sono state rinviate a giudizio dodici persone accusate di aver fatto parte di un’associazione a delinquere che avrebbe sfruttato centinaia di immigrati nella realizzazione di parchi fotovoltaici nelle province di Lecce e Brindisi, arriva l’interrogazione da parte dei deputati pugliesi Elisa Mariano e Salvatore Capone (Pd) ai Ministri del Lavoro, della Giustizia e degli Interni.

"Abbiamo rivolto questa interrogazione ai ministeri competenti – dicono i due parlamentari – per sollevare una questione delicata su cui è bene far luce ed intervenire tempestivamente. Il processo, non ancora iniziato, conta su 200 testimoni di giustizia, visto che molti dei lavoratori africani denuncianti hanno infatti deciso anche di testimoniare, e per questo adesso sono sotto protezione sociale.

Vi sono disposizioni che riconoscono, al migrante che collabora con la giustizia, il rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari e il suo inserimento in un programma di protezione sociale che, tra l’altro, dovrebbe garantirgli un pocket money mensile, il ricovero in case rifugio e l’inserimento nel mondo del lavoro".

"Tuttavia – prosegue Mariano – da notizie di stampa e dalla denuncia delle organizzazioni sindacali, si apprende che la tutela dello Stato non ha impedito a questi ragazzi di finire in una nuova spirale di sfruttamento, infatti alcuni di loro adesso lavorano come braccianti agricoli nelle campagne del Brindisino e, ancora una volta, vengono sfruttati, lavorano in nero, con orari interminabili.

Molti di loro, pur avendone diritto, non percepiscono nessun pocket money e non alloggiano nelle case rifugio, in quanto queste strutture non sono sufficienti a soddisfare la richiesta di un numero elevato di persone. Per questo, insieme al collega Capone, abbiamo immediatamente depositato un’interrogazione al Governo per conoscere quali siano le ragioni della mancata applicazione del programma di tutela spettante a tali lavoratori in qualità di collaboratori di giustizia e, in particolare, del ritardo nella corresponsione dei rispettivi pocket money mensili".

Dodici persone sono state rinviate a giudizio, tre sono state prosciolte dal gup di Lecce, Giovanni Gallo, nell’udienza preliminare dell’inchiesta sullo sfruttamento di emigranti africani nella realizzazione di parchi fotovoltaici nel Salento. Sono 483 le persone che si sono costituite parte civile. Le accuse sono, a vario titolo, di associazione per delinquere, riduzione in schiavitù, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed estorsione aggravata.

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