Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 19:29

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Uccise il genero e ne bruciò il corpo chiede rito abbreviato

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BARI – Ha chiesto di essere processato con rito abbreviato, condizionato ad una perizia medico-legale finalizzata all’identificazione del cadavere, il 68enne Rocco Lagioia, in carcere dallo scorso 14 novembre con l’accusa di aver ucciso il genero, il corniciaio 38enne Alessandro Leopardi. Il pm del tribunale di Bari che ha coordinato le indagini, Manfredi Dini Ciacci, ha chiesto nelle scorse settimane il giudizio immediato per omicidio volontario, con l’aggravante della premeditazione, e per occultamento di cadavere.
I difensori, Gaetano Sassanelli e Massimo Leccese, hanno chiesto il rito abbreviato condizionato all’ascolto di un testimone e ad una perizia del Dna sulla calotta cranica rinvenuta insieme con alcuni resti ossei carbonizzati nelle campagne di Valenzano, alla periferia di Bari. Stando alla ricostruzione fatta dai Carabinieri, coordinati dalla Procura, la vittima, scomparsa da casa il primo ottobre, sarebbe stata uccisa, poi il corpo bruciato e abbandonato in campagna, dove gli investigatori lo hanno ritrovato ridotto in frammenti quattro giorni dopo dal scomparsa. Su quei resti ossei, grandi come francobolli, sono stati eseguiti accertamenti medico legali affidati dal pm al prof.Francesco Introna per l’identificazione del cadavere. Ora la difesa insiste per nuovi accertamenti tecnici e chiede che vengano compiuti da periti nominati dal giudice.
Il gup del Tribunale di Bari Roberto Oliveri del Castillo si è riservato di decidere sulla richiesta di abbreviato condizionato e scioglierà la riserva nei prossimi giorni. A carico dell’imputato vi sarebbero alcune intercettazioni ambientali nelle quali l’uomo si sarebbe auto-accusato del delitto.

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