Martedì 22 Gennaio 2019 | 05:59

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Area metropolitana di Bari Per i diversamente abili niente fondi per la scuola

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di ANTONELLA FANIZZI

BARI - Le famiglie degli studenti diversamente abili sono già in allarme. Per tutti è ancora estate. Per ascoltare il trillo della campanella che segna l’avvio delle lezioni bisogna attendere due mesi, ma le attività, soprattutto quelle che necessitano di risorse economiche straordinarie, vanno programmate con largo anticipo. Il problema è che però i soldi per garantire l’as - sistenza specialistica agli alunni con handicap che frequentano gli istituti superiori non ci sono. Servono ben 2milioni e mezzo di euro.
A lanciare l’allarme, e nel frattempo a cercare di trovare una soluzione in tempi rapidi, sono Vito Lacoppola e Giuseppe Valenzano, i consiglieri delegati dal sindaco della Città metropolitana, Antonio Decaro, ad occuparsi rispettivamente di Pubblica istruzione e Politiche sociali. Spiegano: «Lo scorso anno a beneficiare dell’assistenza specialistica sono stati 529 ragazzi. Di questi 375 hanno una disabilità media e grave, 69 hanno deficit di udito e 85 deficit della vista. Per garantire tale servizio l’ex Provincia aveva stanziato 2 milioni e mezzo di euro. Ma la Città metropolitana, subentrata all’ex Provincia dal 1° gennaio del 2015, è penalizzata da un bilancio falcidiato dai tagli che ne stanno paralizzando le attività».

Insomma, se entro settembre non si trovano i fondi, gli studenti in difficoltà, quelli che per far parte del gruppo classe e che per essere messi in condizione di fare progressi hanno bisogno di una particolare attenzione, rischiano invece di essere i più penalizzati. I due consiglieri hanno scritto una lettera al sottosegretario del ministero dell’Istr uzione, Angela D’Onghia, per verificare la possibilità che il Miur trasferisca alla Città metropolitana le risorse attraverso un prelievo dall’apposito fondo nazionale per l’inclusione scolastica oppure dal fondo per le non autosufficienze. Finora nessuna risposta.

Lacoppola e Valenzano si sono rivolti pure alla Regione, che ha sempre cofinanziato nella misura del 10 per cento tale servizio. La Regione ha confermato il suo impegno, ma la percentuale è del tutto inidonea a far partire le attività. Intanto le associazioni dei diversamente abili e le loro famiglie sono in agitazione. Per la prima volta dopo tredici anni gli studenti con differenti disabilità, inclusi gli autistici che hanno particolari difficoltà di relazione, potrebbero ritrovarsi a essere parcheggiati in classe, senza che nessuno si prenda cura di loro.

Lo scorso anno sono stati 335 gli educatori che hanno lavorato in 22 scuole di Bari e in 54 istituti superiori dei centri della provincia, a cui si aggiungono una ottantina di assistenti alla comunicazione che hanno accompagnato nel percorso di crescita i giovani con lesioni alla vista e all’udito. Il rapporto, finora, è stato di uno a uno, sia di mattina a scuola, sia nel pomeriggio. «Oltre al grave disagio che l’interruzione del servizio è destinato a provocare ai ragazzi e alle loro famiglie - dicono i consiglieri - il personale che si occupa di loro potrebbe trovarsi in mezzo a una strada da un giorno all’altro. Dal momento che le richieste di assistenza, da settembre, sono in aumento, oltre 600 operatori rischiano di essere disoccupati».

La questione non è di poco conto. La Regione, con una delibera del 26 maggio scorso, prima delle elezioni, ha conferito la delega per l’as - sistenza specialistica e il trasporto degli alunni diversamente abili alla nuova Città metropolitana, in continuità con il passato. Peccato però che il denaro indispensabile a garantire le prestazioni non è in cassa. Le famiglie non vogliono sentire ragioni: non vogliono rinunciare ai progressi che i loro figli possono continuare a fare con il sostegno degli educatori. Lacoppola e Valenzano stanno continuando a incontrare le associazioni dei portatori di handicap per cercare una via d’uscita. Intanto hanno scritto al neo-governatore, Michele Emiliano, per sollecitare un incontro urgente.

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