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Nel Campus di Bari inaugurato il supercalcolatore che vale 13mila pc

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BARI - È stato inaugurato ieri nel Campus Universitario barese il «DataCenter Re- CaS», una nuova potente infrastruttura di elaborazione dati per la ricerca, aperto anche alla pubblica amministrazione e alle aziende del territorio. Ne dà notizia il Politecnico in una nota. Costruito dall’Istituto nazionale di fisica nucleare e dall’Università di Bari «Aldo Moro », è stato finanziato attraverso il Programma operativo nazionale per la ricerca e la competitività per le regioni della convergenza (Puglia, Calabria, Sicilia e Campania).
Il «data center», collocato presso il Dipartimento interateneo di Fisica «M. Merlin », ha una potenza di calcolo equivalente a 13mila computer, una capacità di memoria oltre 6mila terabyte e potrà scambiare dati con l’esterno ad una velocità superiore a 10 Gbit/ sec. È integrato nelle e-Infrastructure nazionali e sovrannazionali come l’Infrastruttura di Grid italiana (Igi), la Worldwide Lhc compunting Grid (Wlgc), La European Grid infrastructure (Egi) e la Egi Federated Cloud.

«Può essere senz’altro considerato tra i più potenti supercomputer pubblici italiani, essendo stato progettato e realizzato per supportare le più svariate esigenze e richieste di servizi informatici da parte di una platea di utenti ampia e differenziata. Il Data Center ReCaS di Bari è stato progettato e costruito sia per garantire le risorse di calcolo scientifico per grandi esperimenti di fisica subnucleare o di astrofisica, con dati provenienti dai Laboratori del Cern (il Centro europeo ricerca nucleare) o dai satelliti, sia per eseguire i calcoli ad alte prestazioni per comunità di ricercatori come biologi, medici, ingegneri, geologi, che necessitano di risorse di calcolo allo stato dell’arte».
«Il data center barese - aggiungono le fonti del Politecnico - costituisce un asset importante per l’Infn (l’Istituto naziona di fisica nucleare - n.d.r.) in quanto aumenta in modo consistente le risorse di calcolo con cui l’Ente partecipa alle attività della comunità scientifica internazionale. Anche le prossime grandi sfide della Fisica fondamentale, soprattutto con gli esperimenti ai laboratori del Cern, vedranno il Data Center ReCaS funzionare a pieno regime per l’analisi e la memorizzazione della enorme quantità di dati sperimentali che verranno prodotti».

Già dal 2009, il Centro di calcolo scientifico di Bari è stato utilizzato per le ricerche svolte dai fisici subnucleari baresi che hanno contribuito alla scoperta del Bosone di Higgs nel 2012.

«Grazie alla disponibilità di risorse per il calcolo scientifico - aggiungono dal Politecnico - è stato possibile vincere un’altra importante sfida, balzata all’onore delle cronache durante l’estate 2014, in cui un gruppo di fisici baresi è risultato vincitore di una competizione scientifica internazionale organizzata dalla Harvard Medical School e finalizzata all’analisi di immagini di risonanza magnetica nucleare di pazienti psichiatrici. Anche in questo caso è stato indispensabile eseguire velocemente i complessi algoritmi di calcolo necessari a riconoscere in modo automatico i segnali distintivi della malattia contenuti nella morfologia del cervello. Un’ulteriore cruciale applicazione è quella fornita da Arpa Puglia, che utilizza il “Data Center ReCaS” per effettuare i complessi calcoli di previsione meteorologica per l’area di Taranto, cruciali per assolvere al compito istituzionale di individuazione dei cosiddetti “Wind Day”, in ottemperanza del Piano di risanamento della qualità dell'aria del quartiere Tamburi di Taranto».

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