Lunedì 21 Gennaio 2019 | 13:36

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Bari, Vendola assolto per nomina del primario «Nessuna interferenza»

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BARI – "Il presidente della Regione non è e non può essere considerato un soggetto estraneo a quanto avviene all’interno degli organi regionali, e non appare qualificabile come interferenza il suo interessamento per qualsivoglia delle attività degli organi regionali". Lo scrivono i giudici della Corte di Appello di Bari nelle motivazioni con cui nel febbraio scorso hanno confermato l’assoluzione "perchè il fatto non sussiste" per l’ex presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e per l’ex direttore generale della Asl di Bari, Lea Cosentino, imputati per concorso in abuso d’ufficio.

La vicenda risale al periodo compreso fra settembre 2008 e aprile 2009 e riguarda la selezione per un posto da primario di chirurgia toracica all’ospedale San Paolo di Bari, vinto dal professor Paolo Sardelli. Gli inquirenti baresi contestavano a Vendola di aver istigato l’allora dg della Asl a riaprire i termini per la presentazione delle domande per accedere al concorso, con l’obiettivo di assicurare a Sardelli l’assunzione quinquennale. "La richiesta di Vendola di riaprire i termini di presentazione delle domande per il posto di dirigente medico - spiegano i giudici – si è limitata a tale richiesta, e non è stata seguita da altri comportamenti diretti a condizionare l'andamento del concorso".

"In cosa consisterebbe la violazione dell’imparzialità? Nell’aver favorito la attribuzione del posto bandito al candidato migliore?" chiedono retoricamente i giudici nella motivazioni della sentenza di assoluzione. "Premesso che nella specie non è favorita la nomina di un candidato, migliore o meno che fosse, – scrive la Corte di Appello – ma è stata solo ampliata la rosa dei candidati partecipanti, lasciando le valutazioni di idoneità e qualitative agli organi tecnici preposti, deve ritenersi indubbio ed innegabile interesse della pubblica amministrazione collocare in ogni funzione le persone migliori, e tale interesse assume valore sempre più essenziale e pregnante allorchè sale il livello specialistico della funzione da assegnare". I giudici del secondo grado ricordano che "la stessa Cosentino aveva dichiarato agli inquirenti che "Vendola era l’unica persona che non mi ha mai fatto raccomandazioni, pressioni, sollecitazioni", confermando l’atteggiamento del presidente di costante attenzione alle esigenze della Regione, in quanto obbligo connaturato al suo ruolo, ma sempre nei limiti della regolarità e della liceità".

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