Giovedì 24 Gennaio 2019 | 08:14

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Racket del caro estinto chiesta la prescrizione per 44 dei 48 imputati

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BARI, 29 GIU – Il pm della Procura di Bari Lidia Giorgio ha chiesto il non luogo a procedere per prescrizione di tutti i reati nei confronti di 44 dei 48 imputati nel processo cosiddetto 'Caro estintò, su un presunto giro di tangenti legato al business dei funerali. Gli unici due capi d’imputazione non ancora prescritti (dei complessi 39) riguardano un peculato e una estorsione e sono contestati a quattro imputati, tra i quali il boss Antonio Di Cosola. La Procura discuterà la loro posizione nella prossima udienza del 23 luglio.

I 48 imputati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, concussione, corruzione, abuso d’ufficio, peculato, estorsione e truffa. I fatti contestati si riferiscono al 2006 e coinvolgono titolari di agenzie funebri, addetti agli obitori di Policlinico, San Paolo e Di Venere e di 3 cliniche baresi. Il giro d’affari accertato al solo Policlinico di Bari era di 80mila euro per 916 defunti, oltre ai premi per ogni segnalazione effettuata. Stando alle indagini dei carabinieri, all’epoca coordinate dai pm Desirèe Digeronimo e Francesca Romana Pirrelli, gli addetti all’obitorio comunicavano in tempo reale ai proprietari e ai collaboratori delle agenzie i decessi. In cambio ricevevano dai 250 ai 650 euro.

Coinvolti titolari e collaboratori di 7 imprese funebri. Imputati anche infermieri e un chirurgo del Policlinico che si sarebbe appropriato di materiale sanitario (come guanti in lattice e confezioni di cotone) conservato nell’obitorio. Nell’aprile 2008 l’indagine portò all’arresto di 33 persone, tra le quali il boss Di Cosola e 15 infermieri. Il processo è iniziato nel giugno 2010 e si concluderà entro il prossimo autunno.

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