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Ciliegie, l’Igp rimane un bel cumulo di carte

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di ANTONIO GALIZIA

CONVERSANO - Certificazione Igp (Identificazione geografica protetta) per le ciliegie di Terra di Bari, procedimento naufragato. A darne notizia è il Ministero delle Risorse agricole. Rispondendo all’interpellanza del deputato di Polignano Giuseppe L’A bb at e (Movimento Cinque Stelle), componente della commissione Agricoltura della Camera, Teresa De Matthaeis, dirigente del Pqaiiv, il settore ministeriale che si occupa di qualità certificata e tutela le indicazioni geografiche di prodotti agricoli, agroalimentari e vitivinicoli, ha comunicato che del progetto Igp non c’è più traccia: «La protezione transitoria accordata a livello nazionale alla denominazione “Ciliegia di Terra di Bari”, con decreto ministeriale del 23 novembre 2007 pubblicato nella Gazzetta ufficiale serie generale numero 284 del 6 dicembre 2007, è cessata, come previsto dal comma 1 dell’articolo 4 dello stesso decreto».

Il motivo? Spiega ancora la dirigente ministeriale: «La richiesta di registrazione di tale denominazione è stata ritirata in data 15 luglio 2009. Il ritiro è avvenuto a seguito di comunicazione, da parte della stessa Commissione europea, dell’intenzione di respingere la richiesta di registrazione in quanto non erano state fornite risposte utili al superamento delle obiezioni comunitarie ai contenuti della documentazione inviata a supporto della richiesta».

L’obiezione dei commissari europei riguardava l’omogeneità del territorio (gran parte dei Comuni del Sud e Nord barese che producono ciliegie) che chiedeva il riconoscimento per le sue produzioni. «Con la sua bocciatura, il precedente iter per la certificazione Igp si è, purtroppo, risolto in un nulla di fatto – commenta l’onorevole L’Abbate –. Ciò, però, non implica nulla per il percorso futuro da intraprendere. Ferme restando la volontà e la determinazione degli operatori, bisogna procedere con la realizzazione di una Organizzazione tra produttori, insomma una Op. Successivamente, con un consorzio di tutela valido - rileva il parlamentare pentastellato -, si potrà tornare a chiedere la certificazione necessaria a dare quel salto di qualità ulteriore. Il percorso che porta alla Op – prosegue L’Abbate – non sarà semplice e le diffidenze, per gli errori commessi in passato, sono purtroppo molte. Ma, al contempo, l’entusiasmo dimostrato nelle prime riunioni fa ben sperare». I primi incontri si sono tenuti a Conversano e hanno visto una importante partecipazione di produttori e addetti ai lavori, pronti a rimboccarsi le maniche dopo una stagione difficile.

La prossima riunione per la costituzione dell’«Op Ciliegia di Terra di Bari» è stata fissata dal comitato promotore per venerdì 17 luglio. «Sarà un incontro operativo – anticipa il promotore Valerio Conte – al quale parteciperanno di esperti di regolamenti comunitari nonché di Op, in grado di illustrare i passi che gli imprenditori agricoli, che intendono credere nell’oro rosso, dovranno compiere » . Anche per mantenere, sul mercato, il passo dei consorzi Igp, già riconosciuti, di Marostica (Vicenza) e Vignola (Modena) e del consorzio Melinda della Val di Non (Trentino), noto per le sue mele, che da due anni commercializza con successo le ciliegie Ferrovia.

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