Domenica 20 Gennaio 2019 | 22:11

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Cerimonia per Emiliano arriva la proclamazione domani in Corte d’Appello

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di BEPI MARTELLOTTA

BARI - «Abbiamo una data, finalmente. Venerdì, alle ore 17, sarò proclamato con una cerimonia in Corte d’Appello. E questo mi fa molto piacere». Tira un sospiro di sollievo il neo-governatore Michele Emiliano. I tempi per l’insediamento dei consiglieri eletti ancora non è vicino, ma almeno lui potrà smetterla di esercitare il ruolo che le urne gli hanno assegnato ma che la burocrazia ancora non ha suggellato. Ancora ieri sono arrivati i dati del tribunale di Lecce, mentre su Foggia e Bat si fa di conto nell’Ufficio elettorale. Insomma, i ritardi e gli inghippi da risolvere (come quello dei conteggi sulla lista «Emiliano per la Puglia», che ha superato di appena lo 0,06% la soglia di sbarramento) ci sono ancora. Per intanto, dunque, che ci sia almeno il taglio dei nastri per lui, «nel palazzo di Giustizia, dove ho cominciato facendo l’uditore. È un bellissimo luogo dove cominciare il mio cammino da presidente della regione». Subito dopo, la cerimonia con il suo predecessore, Nichi Vendola (che simbolicamente gli consegnerà le chiavi della Regione) ma, soprattutto, le consultazioni con le forze politiche, in testa i Cinque Stelle, per gli assetti. «Sono molto curioso di incontrarli - dice - per capire se la loro volontà di partecipare al governo delle istituzioni regionali verrà confermata. Sono in perfetta buona fede e spero davvero di dimostrare che M5S è anche una forza di governo, non solo un diritto di tribuna che tra l’altro ha un costo, visto che gli elettori li votano non solo per giudicare o controllare, ma anche per governare». Se quell’obiettivo si realizzerà, sottolinea, «il centrosinistra pugliese avrà dimostrato una particolare intelligenza e lungimiranza. Già sono contento del fatto che abbiano fatto richieste specifiche (la presidenza del Consiglio e due commissioni, ndr), significa che si approcciano con più pragmatismo rispetto al passato».Per forze nuove che entrano nella governance delle istituzioni, altre se ne vanno («mi dispiace per l’uscita dei civatiani pugliesi dal Pd, sono degli amici») ma Emiliano, da questi trambusti politici, non pare affatto turbato. I ricorsi sui risultati elettorali? «Chiaro che queste contese addolorano chi non risulterà eletto, ma non incidono minimamente sulla vita della Regione: abbiamo ottenuto una vittoria così schiacciante, con più di 25 punti di vantaggio, da rendere - spiega - chiara e netta la maggioranza». Piuttosto, è dei problemi della Puglia che ci si deve occupare e «la prima riunione che terrò da governatore sarà sulla Xylella: una delle cose che gli ispettori europei hanno rilevato è la mancanza di un riferimento politico nel coordinamento della battaglia contro il batterio ed è esattamente la stessa analisi che avevo fatto io. Penso che il presidente della Regione - dice Emiliano - debba assumere il coordinamento politico». Insomma, l’agenda è già bella fitta e, sottolinea, «la renderemo pubblica sempre, con grande trasparenza». Piuttosto, visti i ritardi nei conteggi dei voti (e dei relativi seggi), «credo che dovrò lavorare senza consiglio regionale per un po’ e voglio specificare che i 10 giorni previsti dallo Statuto per la formazione della giunta partiranno, questa volta, dalla proclamazione degli eletti, visto che gli assessori saranno scelti tra loro».

Ieri, intanto, Emiliano non ha rinunciato all’incontro, nell’hotel Sheraton, con i militanti di Realtà Italia, per rendere omaggio ai 100mila voti raccolti dalla lista unitaria che Giacomo Olivieri (RI) ha messo in piedi con Cd e Udc. «Più che i risultati elettorali, ci interessa tenere fede al programma con cui ci siamo presentati agli elettori e che Emiliano intende realizzare. Ci interessa - dice Olivieri - che la Regione cominci finalmente a mettere in atto politiche che rendano produttiva la sanità o che si concentrino sui problemi della terza età. Non ci interessano le poltrone o gli assetti di giunta, ma i fatti». RI, diversamente dal partito dello scudocrociato, non avrà propri esponenti in Consiglio, ma anche questo elemento non sembra togliere il sonno agli «emiliani» di Centro. «Il nostro referente in Consiglio è Emiliano - dice Olivieri - e il governatore sa che questo movimento sarà sempre al suo fianco». L’ipotesi di una grillina presidente del Consiglio? «Vorrà dire che la Puglia è ancora un vero laboratorio politico nazionale».

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