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Solstizio d'estate il «giallo» dei 18 petali nella cattedrale di Bari

Solstizio d'estate il «giallo» dei 18 petali nella cattedrale di Bari
di ARMANDO FIZZAROTTI

BARI - Le masse nebulose della mattinata rischiavano di «rovinare la festa», ma ci ha pensato «l’amico Maestrale» (citazione meteo dal «nostro» esperto Vitantonio Laricchia) a regalare l’ennesimo «miracolo » astro-architettonico del Solstizio d’estate in Cattedrale. Oltre un migliaio di baresi e non - tanti i turisti e le visitatrici in paglietta e prendisole, una «selva» le macchine fotografiche al di sopra della folla che gremiva «San Sabino» - per assistere l’unica volta in tutto l’anno, precisamente alle 17.08 del pomeriggio, alla perfetta sovrapposizione dei raggi del sole che traforavano il rosone della facciata per sovrapporsi perfettamente ai petali del mosaico circolare sul pavimento, antistante l’altare.

Una vera e propria celebrazione religiosa, dedicata alla luce intesa come espressione divina, con ingredienti multimediali (musica e video), che ora si arricchisce anche di un intrigante «mistero» da risolvere.

Un «giallo» culturale degno del frate-investigatore Guglielmo (Sean Connery) del film «Il nome della Rosa», tratto dal famoso best seller di Umberto Eco. «Sto effettuando ricerche, sto investigando - rivela il parroco, un infervoratissimo don Franco Lanzolla, “maestro” della cerimonia d’inizio estate - sul motivo della scelta degli architetti medioevali di costruire questo rosone con 18 petali. Un mistero effettivamente, dato che tutto il resto di questa cattedrale romanica è stato costruito su un modulo che ha per base il numero otto, che per la Cristianità rappresenta la trasfigurazione e il Nuovo Testamento».
«Resta assodato - continua - che il fenomeno di luce realizzato dalle maestranze medioevali nella nostra Cattedrale per celebrare il solstizio d’estate è uno spettacolo unico in Europa. Per la «liturgia solare» abbondano i riferimenti biblici: dal famoso brano «Io sono la luce» riportato nel Vangelo come frase pronunziata da Cristo, alla luce della resurrezione che si celebra nella notte di Pasqua. «Luce che produca carità» conclude il parroco, che fra i suoi impegni - ricordiamo - ha l’organizzazione della mensa per i poveri con la Caritas.

La cerimonia è stata animata dalla Comunità della Cattedrale, con la regia di Saverio Romito, all’organo don Rocco Priore, con la Schola cantorum di San Sabino e con i figuranti-danzatori e danzatrici Pamela Stellone, Lucia Fasano, Raffaella Fanelli, Romina Fazio, Lucrezia Tanzi, Annalisa Bottalico, Roberta Rossini, Licia Romito, Angela Salmone, Francesca Palmieri, Nico Abrescia e Francesco Capriati. In aiuto della tantissima folla, un mega- schermo a lato dell’altare. A cerimonia conclusa, una «street band» ha accompagnato visitatori e turisti al concerto gratuito dei ragazzi di tutta la provincia - circa 500, dell’Orchestra Sistema Abreu - che si sono esibiti al Teatro Petruzzelli con il maestro Andrea Gargiulo.

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